Sicurezza
Multa sulla bibita da un euro, rabbia per il blitz-scontrini a Empoli
Proteste dopo i nuovi controlli della guardia di finanza in centro, e intanto nel circondario sale a 68 il numero di multe in 100 giorni
EMPOLI. Il premier Renzi e il direttore dell’Agenzia delle Entrate, l’empolese Rossella Orlandi, vorrebbero abolirlo, perché considerato ormai inutile nella lotta all’evasione fiscale. Ma intanto lo scontrino fiscale sopravvive e continua a... far male alle tasche dei commercianti. C’è chi lo omette in maniera sistematica, ma spesso basta una distrazione (magari del cliente di turno) per ritrovarsi a pagare centinaia di euro, a fronte di un’evasione irrisoria. È quello che è accaduto ad Antonio Sabatino, titolare del bar Leontina di via Leonardo da Vinci a Empoli. Che è incappato, insieme ad altri esercenti, nel blitz della Finanza di sabato scorso, quando il centro era pieno di gente per lo shopping e il mercatino di prodotti francesi. E le verifiche hanno finito per riaccendere le polemiche con i commercianti che vorrebbero le attenzioni dei controllori concentrate sui “pesci grandi”. E si sentono perseguitati dallo Stato, che li costringe a districarsi quotidianamente in una giungla fatta di tasse e burocrazia e non perdona il minimo passo falso.
Il caso. I controlli delle fiamme gialle sono scattati poco prima delle 16 e hanno interessato complessivamente sei attività del centro. Due agenti hanno visto uscire una ragazza dal bar Leontina e le hanno chiesto lo scontrino dell’Estathé che stava bevendo. La giovane non ce l’aveva più: «L’ho fatto regolarmente - spiega Sabatino - ma la ragazza l’ha accartocciato e gettato via». A quel punto gli agenti sono entrati all’interno del locale chiedendo la stampa dello “storico” del giorno: «Ho chiamato il tecnico - racconta il barista - ma essendo sabato pomeriggio non poteva intervenire. E così mi hanno fatto il verbale, per l’evasione fiscale su un prodotto da un euro».
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Cosa succede. Il verbale - come prevede l’iter - è stato trasmesso dalle fiamme gialle all’Agenzia delle Entrate, che determinerà entità e tempi di pagamento della multa (almeno centocinquanta euro). Nel frattempo l’esercente può presentare una memoria difensiva, allegando lo il “giornale di fondo”, che potrebbe “scagionarlo”. Oppure aspetta la notifica della sanzione e fornisce le sue controdeduzioni: «Ma intanto - sottolinea amaramente - dovrò perdere altro tempo per uno scontrino da un euro». E anche altri commercianti si schierano dalla sua parte e si interrogano: «Ma ancora ai pensa di contrastare l’evasione fiscale in questo modo? Alla fine paghiamo sempre noi: crisi, tasse, burocrazia e controlli costanti». E intanto Confesercenti dell’Empolese Valdelsa rilancia: «Lo scontrino? Va abolito (vedi articolo in basso, ndr)».
I numeri. Dalla guardia di finanza intanto sottolineano che gli agenti hanno lavorato con correttezza e non c’è nessun accanimento; poi snocciolano i numeri dell’attività di verifica che viene portata avanti costantemente su scontrini e ricevute fiscali. In particolare, nella giornata di sabato scorso sono stati effettuati sei controlli in centro a Empoli, con una sola violazione riscontrata, quella appunto contestata al bar Leontina. Un dato che si inserisce in un quadro settimanale che conta diciannove verifiche in tutto l’Empolese Valdelsa, con quattro irregolarità riscontrate. Un’attività - questa - che al di là degli annunci (per ora rimasti tali) sull’imminente abolizione dell registratore di cassa in nome della tracciabilità elettronica, va avanti costantemente, come testimoniano i dati forniti dalla guardia di finanza di Empoli - guidata dal capitano Francesco Parodi - che fotografano quanto è accaduto dal 1° gennaio 2015 ad oggi. Complessivamente sono stati effettuati 369 controlli sull’emissione di scontrini e ricevute fiscali, con sessantotto irregolarità riscontrate, per una percentuale del 18,43%.
Il confronto. In pratica è stato “pizzicato” un commerciante su cinque: un numero decisamente basso se paragonato a molte altre realtà italiane. Per esempio, secondo una recente indagine - effettuata dell'Adnkronos con la collaborazione di diverse associazioni di categoria e dei consumatori sul territorio – in Italia più di un negozio su due (il 55%) non fa scontrini o li fa irregolari. Il fenomeno raggiunge punte prossime all'evasione totale a Napoli (83%), intorno alla media Roma, Milano e Palermo, con percentuali che oscillano fra il 45% e il 50%, mentre Genova è considerata la città a più alto tasso di lealtà fiscale, con il 18% di irregolarità (la stessa dell’Empolese Valdelsa).
Confesercenti. «Lo scontrino fiscale è anacronistico. Mi trovo in piena sintonia con Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate: va abolito». Parola del coordinatore di Confesercenti dell’Empolese Valdelsa, Lapo Cantini.
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Che motiva così la sua presa di posizione in seguito alle verifiche effettuate dalla guardia di finanza nelle attività commerciali del circondario: «Con gli studi di settore (utilizzati per stimare i ricavi o i compensi che possono essere attribuiti al contribuente, ndr), il registratore di cassa non ha più senso di esistere: ormai la partita sull’evasione si gioca sulla “congruità” o “non congruità”». E infatti già vent’anni fa si parlava dell’eliminazione del registratore di cassa una volta decollato il sistema degli studi di settore: «Lo scontrino potrebbe essere sostituito con l’invio telematico delle fatturazioni all’Agenzia delle Entrate». Ma a una condizione: «Questa operazione però non deve comportare spese ulteriori per i commercianti, come invece è accaduto - per esempio - con l’introduzione del Pos per i pagamenti sopra i trenta euro, entrato in vigore nello scorso mese di luglio, che alla fine dei conti grava su ogni attività tra i settecento e i mille euro l’anno: è decisamente troppo rispetto alla media europea. E poi, alla luce del fatto che non sono previste sanzioni per coloro che non si mettono in regola, in tanti hanno deciso di aspettare».
«Noi comunque abbiamo lavorato molto in questa direzione - sia per quanto riguarda la dotazione del Pos, che per l’emissione degli scontrini - attraverso il concorso “Sosteniamo locale”, che incentivava i commercianti a dotarsi del dispositivo elettronico e i clienti a raccogliere gli scontrini. Tuttavia, anche per quanto ho modo di riscontrare nelle vesti di consumatore, mi preme sottolineare che l’Empolese Valdelsa è una zona virtuosa da questo punto di vista: capita molto raramente di uscire da un negozio o un bar senza lo scontrino». Proprio per questo - secondo il coordinatore di Confesercenti, Lapo Cantini - le attenzioni dovrebbero essere spostate altrove: «L’evasione fiscale andrebbe combattuta prima di tutto andando a controllare i grandi gruppi, in modo da recuperare cifre importanti».
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