Attenzione
Multa sulla bibita da un euro rabbia per il blitz-scontrini
Proteste dopo i nuovi controlli della Finanza in centro, già 369 in 100 giorni
EMPOLI. Il premier Renzi e il direttore dell’Agenzia delle Entrate, l’empolese Rossella Orlandi, vorrebbero abolirlo, perché considerato ormai inutile nella lotta all’evasione fiscale. Ma intanto lo scontrino fiscale sopravvive e continua a... far male alle tasche dei commercianti. C’è chi lo omette in maniera sistematica, ma spesso basta una distrazione (magari del cliente di turno) per ritrovarsi a pagare centinaia di euro, a fronte di un’evasione irrisoria. È quello che è accaduto ad Antonio Sabatino, titolare del bar Leontina di via Leonardo da Vinci a Empoli. Che è incappato, insieme ad altri esercenti, nel blitz della Finanza di sabato scorso, quando il centro era pieno di gente per lo shopping e il mercatino di prodotti francesi. E le verifiche hanno finito per riaccendere le polemiche con i commercianti che vorrebbero le attenzioni dei controllori concentrate sui “pesci grandi”. E si sentono perseguitati dallo Stato, che li costringe a districarsi quotidianamente in una giungla fatta di tasse e burocrazia e non perdona il minimo passo falso.
Il caso. I controlli delle fiamme gialle sono scattati poco prima delle 16 e hanno interessato complessivamente sei attività del centro. Due agenti hanno visto uscire una ragazza dal bar Leontina e le hanno chiesto lo scontrino dell’Estathé che stava bevendo. La giovane non ce l’aveva più: «L’ho fatto regolarmente - spiega Sabatino - ma la ragazza l’ha accartocciato e gettato via». A quel punto gli agenti sono entrati all’interno del locale chiedendo la stampa dello “storico” del giorno: «Ho chiamato il tecnico - racconta il barista - ma essendo sabato pomeriggio non poteva intervenire. E così mi hanno fatto il verbale, per l’evasione fiscale su un prodotto da un euro».
Cosa succede. Il verbale - come prevede l’iter - è stato trasmesso dalle fiamme gialle all’Agenzia delle Entrate, che determinerà entità e tempi di pagamento della multa (almeno centocinquanta euro). Nel frattempo l’esercente può presentare una memoria difensiva, allegando lo il “giornale di fondo”, che potrebbe “scagionarlo”. Oppure aspetta la notifica della sanzione e fornisce le sue controdeduzioni: «Ma intanto - sottolinea amaramente - dovrò perdere altro tempo per uno scontrino da un euro». E anche altri commercianti si schierano dalla sua parte e si interrogano: «Ma ancora ai pensa di contrastare l’evasione fiscale in questo modo? Alla fine paghiamo sempre noi: crisi, tasse, burocrazia e controlli costanti». E intanto Confesercenti dell’Empolese Valdelsa rilancia: «Lo scontrino? Va abolito (vedi articolo in basso, ndr)».
I numeri. Dalla guardia di finanza intanto sottolineano che gli agenti hanno lavorato con correttezza e non c’è nessun accanimento; poi snocciolano i numeri dell’attività di verifica che viene portata avanti costantemente su scontrini e ricevute fiscali. In particolare, nella giornata di sabato scorso sono stati effettuati sei controlli in centro a Empoli, con una sola violazione riscontrata, quella appunto contestata al bar Leontina. Un dato che si inserisce in un quadro settimanale che conta diciannove verifiche in tutto l’Empolese Valdelsa, con quattro irregolarità riscontrate. Un’attività - questa - che al di là degli annunci (per ora rimasti tali) sull’imminente abolizione dell registratore di cassa in nome della tracciabilità elettronica, va avanti costantemente, come testimoniano i dati forniti dalla guardia di finanza di Empoli - guidata dal capitano Francesco Parodi - che fotografano quanto è accaduto dal 1° gennaio 2015 ad oggi. Complessivamente sono stati effettuati 369 controlli sull’emissione di scontrini e ricevute fiscali, con sessantotto irregolarità riscontrate, per una percentuale del 18,43%.
Il confronto. In pratica è stato “pizzicato” un commerciante su cinque: un numero decisamente basso se paragonato a molte altre realtà italiane. Per esempio, secondo una recente indagine - effettuata dell'Adnkronos con la collaborazione di diverse associazioni di categoria e dei consumatori sul territorio – in Italia più di un negozio su due (il 55%) non fa scontrini o li fa irregolari. Il fenomeno raggiunge punte prossime all'evasione totale a Napoli (83%), intorno alla media Roma, Milano e Palermo, con percentuali che oscillano fra il 45% e il 50%, mentre Genova è considerata la città a più alto tasso di lealtà fiscale, con il 18% di irregolarità (la stessa dell’Empolese Valdelsa).
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