Il Tirreno

Empoli

«Qui la Resistenza perfetta grazie a quelli come Luigi»

«Qui la Resistenza perfetta grazie a quelli come Luigi»

Il presidente della Regione Enrico Rossi all’Apparita per la commemorazione del martire Pasqualetti consegna gli attestati ai familiari delle vittime del fascismo

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VINCI. E’ stata una mattinata all’insegna della Memoria quella che si è svolta ieri alla casa del Popolo dell’Apparita, frazione di Vinci, in occasione della commemorazione di Luigi Pasqualetti, martire antifascista, organizzata dall’Anpi in occasione del 70°anniversario della Liberazione.

Presenti all’iniziativa il presidente della giunta regionale Enrico Rossi; l’onorevole Dario Parrini, segretario Pd Toscana; Giuseppe Torchia, sindaco di Vinci; Enrico Sostegni, segretario Pd Empolese Valdelsa e candidato al consiglio regionale oltre ai segretari Francesco Marzocchini (Pd Vinci) e Jacopo Mazantini (Pd Empoli). Nel luogo dove ancora sorge la casa di Pasqualetti, barbaramente assassinato dai repubblichini il 9 aprile del 1944 davanti alla moglie e al figlio Paolo, presente alla cerimonia, di appena 8 anni, è stata posta una corona e scoperta una lapide in sua memoria dal presidente Rossi e dal sindaco Torchia. Poi davanti alla casa del Popolo è stata inaugurata una nuova lapide commemorativa dedicata alla memoria dei caduti della Seconda guerra mondiale. Il presidente Rossi ha detto: «Commemorare un giovane antifascista che si oppose alla Repubblica Sociale vuol dire ricordare chi con forza si oppose alla violenza e alla sopraffazione. La pietà per i morti è un dovere morale ma non bisogna dimenticare che da una parte c’erano le ragioni e dall’altre i torti. In Toscana c’è stata quella che De Luna in un suo bel libro ha definito la Resistenza perfetta. La resistenza personale fu quella dei contadini come Luigi Pasqualetti che si oppose ai fascisti e lo pagò con la morte, quella di chi tutti i giorni combatteva contro l’ingiustizia. Non possiamo permettere che le giovani generazioni non sappiano mai, quanto di nobile, puro e davvero all'altezza del suo mito c'è stato nella lotta partigiana. Viva Vinci e Viva l’Apparita». E Parrini sottolinea: «La salvaguardia della Memoria è un atto doveroso, e su questo si devono impegnare tutti dalle istituzioni alla politica, alla scuola. I protagonisti di allora non ci sono quasi più: se ne sono andati Siro Terreni e Fernando Cintelli, nostri concittadini partigiani che tante ci hanno raccontato le loro storie atroci. Bene ha fatto Paolo Pasqualetti a scrivere un libro dove racconta la storia di suo padre e non solo. Solo così con la Resistenza della Memoria non dimenticheremo mai il sacrificio di chi ha combattuto per la nostra libertà». Ruben Cocci, segretario Spi Cgil, ha ricordato che la sua associazione da sempre è in prima linea e attiva per il mantenimento della Memoria. La cerimonia si è conclusa con la consegna, da parte del presidente Rossi, di attestati ai familiari delle sette vittime del fascismo e della seconda guerra mondiale ricordate nella lapide posta sulla facciata della casa del popolo.

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