Italia
La Fiepet contro le sagre senza regole
GAMBASSI. A Gambassi Terme, oltre alla protesta di alcuni esercenti, in difficoltà per le multe legate all'eccessivo rumore al calar della sera, Confesercenti e Fiepet hanno mostrato una maglietta...
GAMBASSI. A Gambassi Terme, oltre alla protesta di alcuni esercenti, in difficoltà per le multe legate all'eccessivo rumore al calar della sera, Confesercenti e Fiepet hanno mostrato una maglietta con una dicitura che non lascia spazio a dubbi: “Stop alle sagre senza regole”. Il tema viene da lontano, se ne parla da anni nell'Empolese Valdelsa, e le associazioni di categoria, come Confesercenti, chiedono i bilanci di queste sagre e il loro effettivo legame con il territorio. Servono quindi regole chiare per programmare il futuro e garantire la convivenza delle sagre con le attività ricettive.
Le sagre, soprattutto con l'avvicinarsi della stagione estiva, animano i palati dei cittadini e turisti dell'Empolese Valdelsa, che hanno una scelta in più per rifocillarsi. A parlare è Franco Brogi della Fiepet: «Sulle sagre la politica invece latita. Noi chiediamo incontri ogni anno alle amministrazioni comunali del territorio». Servono bilanci e una calendarizzazione che possa far luce sui ricavi e destinazioni di un ingente patrimonio economico, oltre che poter organizzare gli eventi senza andare a danneggiare altri appuntamenti in programma. «Chi organizza le sagre non paga le tasse - prosegue Brogi - in ballo ci sono numeri importanti».
A livello toscano si parla di un business delle sagre di quelle censite pari a 40 milioni di euro, mentre sono 200 nell'Empolese Valdelsa e portano ricavi che superano i 2 milioni di euro. Da chiarire anche i legami con il territorio: «I prodotti tipici inseriti in una sagra aiutano il territorio ma molte situazioni invece non hanno alcuna valenza - aggiunge Brogi che chiude - e occorre intensificare i controlli per far rispettare le norme igienico - sanitarie».
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