Il Tirreno

Empoli

Meningite, dietro ai cinque casi c’è un clone iper-aggressivo. In un giorno 3.500 chiamate

Alessandro Marmugi e Marco Sabia
Il medico Roberto Bagnoli
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Il medico Roberto Bagnoli

L’assessore Marroni: «Ma per i risultati dell’indagine epidemiologica potrebbero volerci mesi». Intanto è assalto ai vaccini, si viaggerà alla media di dieci dosii l’ora in ogni ambulatorio

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EMPOLI. Cinque casi di meningite di cui tre mortali soltanto negli ultimi 2 mesi. Tutti causati dal meningococco di tipo C. L’Empolese Valdelsa scopre l’incubo meningite, la paura nella popolazione è tanta ed è per questo che le istituzioni stanno cercando di dare una risposta a quanto sta accadendo nel circondario. tanto che in un giorno sono state 3.500 le chiamate ricevute dall'Asl 11.  Nello specifico la Regione Toscana ha avviato nel circondario uno studio epidemiologico in collaborazione l’ Iss (Istituto superiore di sanità), per capire se davvero tutti questi casi raccolti in uno spazio-tempo davvero ristretto siano frutto della casualità o ci sia qualcosa in più. Intanto da ieri mattina nel circondario sono scattate le vaccinazioni gratuite per i cittadini dai 19 ai 45 anni di età e gli ambulatori sono stati letteralmente presi d’assalto. Intanto sta meglio la 57enne di Stabbia colpita da meningite C e ricoverata a Ponte a Niccheri.

Il punto della Regione. «Lo studio epidemiologico è ancora in corso – ha spiegato Marroni – ma per i risultati ci sarà bisogno di settimane se non addirittura di mesi». Ad allarmare gli esperti come ha poi aggiunto l’assessore è stata la frequenza del fenomeno, unita alle 3 morti in due mesi che hanno aggravato la percezione di quanto sta accadendo. La Regione specifica inoltre che pur non avendo assunto caratteristiche epidemiche la vicinanza di tali casi nel tempo e nello spazio (sono avvenuti tutti in un raggio di 15 km) lascia intravedere la possibilità che nell’area dell’Empolese Valdelsa stiano circolando batteri di tipo C, appartenenti a cloni diversi dal solito. Sono state dunque delineate proprio dalla regione in collaborazione con l’IIss delle misure per il controllo della trasmissione. In primis il mantenimento dei livelli di sorveglianza e di consapevolezza diagnostica da parte dei medici, il rafforzamento dei messaggi educativi rivolti alla popolazione per evitare la trasmissione dell’infezione e poi l’identificazione di eventuali cloni iperaggressivi del meningococco di tipo C, quelli che potrebbero aver causato per l’appunto la morte di 3 persone nelle ultime settimane.

Caccia al vaccino. Tra i provvedimenti ovviamente c’è anche l’estensione del vaccino per il meningococco di tipo C anche per i residenti nel territorio dell’Asl 11 che hanno dai 19 ai 45 anni di età. Diecimila le dosi a disposizione dei medici di famiglia che giovedì 9 aprile sono partiti con le prime iniezioni. Ad Empoli alcuni ambulatori sono stati presi d’assalto, altri se la sono cavata organizzandosi per tempo con alcuni medici che hanno riservato in settimana parti delle ore dedicate alla normale attività ambulatoriale solo ed esclusivamente alla somministrazione del siero. Alla Casa della salute di via Sanzio a Empoli sono arrivate 820 dosi di vaccino contro la meningite di tipo C a disposizione degli 11 medici presenti negli ambulatori. Presto arriveranno anche un centinaio di dosi del vaccino tetravalente.

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E intanto subito i primi pazienti si sono presentati per ricevere l’iniezione. «Stiamo ricevendo tantissime telefonate in queste ore – racconta il dottor Luciano Fanciullacci medico e vice segretario provinciale Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) – io come medico di base rispondo almeno a 40 chiamate ogni giorno in cui i pazienti mi chiedono informazioni sul vaccino o chiedono un appuntamento, stiamo cercando di esaudire tutte le richieste nel migliore dei modi». In molti hanno scelto questa strada, soprattutto ragazzi giovani dai 20 ai 30 anni, una delle fasce più a rischio. «Abbiamo davvero molte richieste – aggiunge il dottor Roberto Bagnoli – presso la segreteria dell’ambulatorio abbiamo una persona che in questi giorni si occupa praticamente soltanto di ricevere le prenotazioni. Fortunatamente non c’è ressa, abbiamo cercato di organizzarci per tempo dedicando alcune giornate, io ad esempio il sabato mattina, solo e soltanto alla somministrazione dei vaccini. Quanti possiamo farne in una mattinata? Facendo un calcolo credo un cinquantina (circa 10 ogni ora, ndc)».

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I primi a vaccinarsi. Sulle cause ancora da verificare sta indagando la Regione anche se il picco altissimo d’influenza, registrato nelle prime settimane del 2015 e il minor numero di vaccinazioni antiinfluenzali può aver spianato la strada al batterio. Adesso però c’è chi non vuole più rischiare e come detto i primi a recarsi dal medico sono stati i giovani, una delle categorie più a rischio. «Ho deciso di vaccinarmi perché sono in un età a rischio – spiega Serena Benocci 22 anni – e visto anche che frequento spesso luoghi molto affollati, recandomi ogni giorno all’Università ho preferito prendere questa precauzione». E non è stata certo l’unica. «Ho deciso di prendere il vaccino perché la prevenzione è importante – spiega Carlo Magliarulo 30 anni - tanti miei coetanei hanno deciso di farsi vaccinare. I tanti casi che si sono verificati non ci fanno stare tranquilli e non vogliamo rischiare».

Qui Fucecchio. «Dopo l'iniezione devono passare circa dieci giorni affinché il vaccino diventi attivo, più o meno lo stesso tempo dell'incubazione della malattia. In questi giorni non è facile gestire le persone e spiegare loro chi dovrebbe vaccinarsi e chi no: c'è di mezzo la paura e contro quella si combatte male». A parlare è Marino Lupi, che oltre ad essere il presidente di Autismo Toscana nella vita fa il medico di famiglia.
Lui - come molti altri suoi colleghi - si sta confrontando con l'emergenza meningite, perchè in tanti si sono rivolti ai medici di famiglia per farsi vaccinare contro il meningocco di tipo C che sta imperversando nei Comuni dell'Empolese Valdelsa con cinque casi (tre dei quali mortali) nel giro di due mesi. Le dosi a disposizione per ora sono limitate: questo perché ogni medico ha nel frigorifero del proprio ambulatorio circa 50 dosi, che somministra in base all'età e alla presenza o meno di particolari patologie. Ieri c'è stato il battesimo negli ambulatori e - come hanno spiegato dall'Euromedica di Fucecchio dove Lupi visita insieme ad altri quattro medici (Stefano Avella, Marta Balli, Sibeone Forzati, Anna Maria Mattaliano) - questi ultimi avevano già iniziato nei giorni scorsi a prendere i nomi di chi voleva vaccinarsi. Alcuni hanno anche deciso di fare degli straordinari al sabato, dove magari vaccinare i più giovani, perché va ricordato che la malattia colpisce maggiormente l'infanzia e l'adolescenza. C'è paura anche qui e per i medici non è semplice dare consigli di fronte all'irrazionalità e all'emotività del momento. E non è facile tenere a bada l'allarmismo che si è creato, coi vaccini - spesso avversati, specie negli ultimi tempi - tornati alla ribalta: «E' complicato - continua Lupi - dire ad una persona che siccome le scorte per ora sono limitate dobbiamo privilegiare uno piuttosto che un altro. In definitiva quello che mi sento di dire è che se una persona vuol essere coperta contro la meningite l'unica soluzione è il vaccino, che non è pericoloso».

GIOVA, MATTIA E MARTA: TRE VITE, UNICO DESTINO

Caos Cerreto. Per quanto riguarda il vaccino contro il meningococco di tipo C va detto che copre il 95% dei casi: lo sfortunato tredicenne Giovanni Locci, ad esempio, era vaccinato. Eppure questo non lo ha salvato. Il piccolo Locci era di Cerreto Guidi, dove si sono verificati due dei cinque casi nell'Empolese Valdelsa. Questo susseguirsi di meningiti su questo piccolo territorio non ha fatto altro che acuire la paura delle persone che ci vivono: «C'è timore - spiega la dottoressa di Cerreto Guidi Daniela Benvenuti - riceviamo tante telefonate in questi giorni e ci siamo organizzati per venire incontro ai nostri pazienti, prendendo gli appuntamenti previa telefonata. La sala d'attesa comunque è piena, stiamo lavorando molto». Nel frattempo venerdì 10 aprile alle 21.30 a Fucecchio ci sarà un incontro sul tema meningite nei locali della Tinaia del Parco Corsini, coi pediatri Fabio Gargani e Luigi Orsucci.

  • LA GUIDA AL VACCINO

Over 18. Per richiedere la vaccinazione rivolgersi al proprio medico. Dato che al momento le scorte vaccinali sono limitate, il medico darà la priorità vaccinale agli assistiti affetti da immunodeficienza (difese immunitarie basse) e alle fasce di età più giovani (la malattia colpisce maggiormente infanzia ed adolescenza).
 
Tetravalente. Esistono vaccini polivalenti contro il meningococco A C W Y. I ceppi A W Y sono molto rari sul nostro territorio. La vaccinazione polivalente è consigliata per chi viaggia all’estero, dove questi ceppi sono più frequenti, e per i soggetti affetti da alcune patologie che provocano immunodeficienza.
Questo tipo di vaccino è offerto gratuitamente agli assistiti con immunodeficienza.
Negli altri casi è necessario versare un ticket di euro 34,14 ad uno sportello del CUP aziendale, quale differenza di costo fra il tetravalente e il vaccino antimeningococco di tipo C offerto gratuitamente.
 
Come fare. Prendere contatti con il proprio medico per recarsi ad eseguire la vaccinazione nel suo ambulatorio. Consegnare la ricevuta di versamento nei casi nei quali è dovuto il ticket.

Over 45. Possono anche loro richiedere la vaccinazione al proprio medico, valutando insieme la necessità di effettuarla. La vaccinazione prevede il pagamento di un ticket: euro 24,10 per vaccinazione meningococco di tipo C; euro 58,23 per   accinazione meningococco tetravalente di tipo ACWY. Il pagamento del ticket si effettua sempre presso uno sportello del CUP aziendale. Sono esclusi dal ticket i soggetti affetti da immunodeficienza. I vaccini sono comunque disponibili e acquistabili dietro prescrizione medica presso le farmacie del territorio.

 

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