Sicurezza
Le “Sbarre d’inchiostro” degli studenti
Il libro racconta le emozioni del percorso condiviso con le detenute
EMPOLI. «Sono storie che ti entrano dentro e a cui poi pensi in continuazione. Il significato delle loro parole è stato di grande impatto». Così Giorgia Mori, studentessa dell’Isis Il Pontormo di Empoli spiega il progetto che ha visto partecipi alcune classi dell’istituto superiore Pontormo e le ragazze detenute nel carcere circondariale di Empoli con il progetto “Sbarre d’inchiostro”.
Pochi mesi fa le ragazze del Circondariale avevano raccolto i loro pensieri e le loro voci nel libro “Codice a sbarre” riscuotendo un immediato successo. Ieri, nella struttura detentiva, è stata presentata la seconda parte del progetto, realizzata questa volta degli studenti del Pontormo con il loro “Sbarre d’inchiostro” come una sorta di botta e risposta di parole e pensieri posti a corollario di questo emozionante percorso che le due parti hanno fatto tenendosi per mano.
«Con la presentazione di questo libro arriviamo oggi ad un’estasi istituzionale vale a dire lo scambio continuo tra il carcere e la società civile - commenta il direttore del Circondariale, Graziano Pujia - “Sbarre d’inchiostro” arriva in risposta a “Codice a sbarre” facendo così in modo che due progetti si fondano in una solo». I ragazzi del Pontormo si sono avvicinati all’argomento grazie al progetto di scrittura giornalistica “Homo videns” di cui la professoressa Elisa Mariani è curatrice: da qui è dunque partita la scrittura del loro libro (edito dall’Ibiskos) fatto di riflessioni ed appunti, di rimproveri e umanità. «Quest’esperienza ti cambia profondamente perché riesce a farti apprezzare le piccole cose di cui solitamente non ti accorgi - dice la studentessa Miriam Pandolfi - grazie a questa esperienza abbiamo potuto esplorare mondi sconosciuti e accorgerci della loro importanza». Domani alle ore 17 il libro verrà presentato a i genitori e agli studenti dell’istituto presso l’auditorium della scuola mentre il 26 settembre sarà presentato a tutti gli empolesi al Cenacolo degli Agostiniani come conclusione di quest’esperienza di grande umanità. (c.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
