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Empoli

psicosi»batterio killer

di Francesco Turchi

EMPOLI. L’incubo-meningite sembra non finire più. Una donna di 57 anni, colpita dal batterio meningococcico di tipo C, è ricoverata nel reparto malattie infettive dell’Asl 10 a Ponte a Niccheri. È il...

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EMPOLI. L’incubo-meningite sembra non finire più. Una donna di 57 anni, colpita dal batterio meningococcico di tipo C, è ricoverata nel reparto malattie infettive dell’Asl 10 a Ponte a Niccheri. È il quinto caso nell’Empolese Valdelsa in due mesi esatti. Sessanta giorni maledetti, che hanno sconvolto il circondario, con il batterio che ha ucciso un tredicenne (Giovanni Locci di Bassa, l’unico che era vaccinato), un ragazzo di 17 anni (Mattia Brendaglia di Montelupo) e un’infermiera di 34 (Marta Corti di Vitolini), “graziando” una studentessa empolese di vent’anni e - ora - una donna di Stabbia. Il meningococco dunque ha colpito a ripetizione, senza distinzione di fasce di età. E mentre è in corso l’indagine epidemiologica richiesta dalla Regione all’Istituto superiore di sanità per approfondire la circolazione del batterio e la sua caratterizzazione, l’Asl puntualizza che «i casi non hanno alcuna relazione tra loro».

La grande paura. La stabbiese è arrivata in ambulanza al pronto soccorso del San Giuseppe di Empoli poco dopo le ore 21 martedì, con febbre alta, cefalea e la comparsa di "petecchie" ossia di macchie puntiformi cutanee. È stata ricoverata in isolamento per sospetta meningite e, poi, trasferita al reparto di malattie infettive dell’Asl 10 a Ponte a Niccheri, dove è stata sottoposta a terapia antibiotica. Gli esami di laboratorio hanno confermato che il ceppo di appartenenza della malattia è di tipo C. Con il passare delle ore è cresciuta la fiducia dei medici, che nel pomeriggio di ieri hanno dichiarato la donna “fuori pericolo”. Nel frattempo è scattata la profilassi, che per il momento ha riguardato una decina di persone, che hanno avuto contatti diretti con la donna negli ultimi 10 giorni.

La novità. Per l’Asl non si è di fronte a un’epidemia, ma il susseguirsi di casi ha scatenato la psicosi collettiva, che ha dato il via a una maxi-caccia al vaccino, con il centralino mandato in tilt da migliaia di telefonate e ambulatori presi d’assalto. Azienda sanitaria e Regione, hanno deciso nei giorni scorsi di estendere l’offerta di vaccinazione gratuita agli under 45. Un provvedimento che si aggiunge all’introduzione (decisa dalla Regione per tutta la Toscana) del richiamo (con un polivalente che copre i gruppi C, A, W, Y), dopo 10 anni dalla prima vaccinazione nella fascia di età tra 11 e 18 anni. Per fronteggiare le richieste di vaccinazione, l'Asl 11 metterà a disposizione da oggi un numero telefonico dedicato (0571 878573), tramite il quale è possibile prenotare la vaccinazione per i giovani dagli 11 ai 18 anni. L'Asl 11 ha potenziato ulteriormente sia le linee telefoniche sia il numero degli operatori e degli ambulatori dedicati, che saranno operativi da lunedì. Ieri sono già pervenute diecimila dosi di vaccino destinate ai medici di famiglia (174 in tutto) che da stamani cominceranno a vaccinare i propri assistiti dai 19 ai 45 anni.

La guida. I minorenni, dunque, possono eseguire eventuali richiami o prime vaccinazioni, negli ambulatori Asl, prenotandosi al Cup (0571 7051) oppure al numero di telefono dedicato. Coloro che hanno un’età compresa tra 19 e 45 anni (e che quindi hanno diritto all’iniezione gratuita per il ceppo C) devono invece rivolgersi al proprio medico, che darà la priorità agli assistiti con difese immunitarie basse e alle fasce di età più giovani. Chi opta invece per il vaccino polivalente (che copre anche i ceppi A, W e Z, molto rari sul nostro territorio), deve pagare un ticket aggiuntivo di 34,14 euro ad uno sportello del Cup e poi recarsi dal medico, al quale possono rivolgersi anche coloro che hanno superato i 45 anni di età: in questo caso è previsto il pagamento di un ticket (sempre al Cup) di 24,10 euro per il tipo C e di 58,23 euro per il tetravalente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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