Lutto
Ansia, paura e dubbi riversati nell’auditorium In duecento all’incontro
Filidei (Malattie infettive) ha risposto alle domande dei cittadini «Campanello d’allarme per la nostra zona, ma non è un’epidemia»
MONTELUPO. Oltre duecento persone hanno accolto ieri sera presso l’auditorium dell’Istituto Comprensivo di Montelupo Fiorentino il dottor Paolo Filidei il cui compito era quello di far luce e chiarezza sul tema della meningite. Oltre a Filidei, responsabile dell’unità operativa semplice prevenzione malattie trasmissibili dell’Asl 11, presenti anche il sindaco di Montelupo, Paolo Masetti, e l’assessore Marinella Chiti (che è anche funzionaria dell’Azienda sanitaria empolese), tutti riuniti per rispondere alle domande che i cittadini hanno posto dopo i 5 casi di meningite che si sono verificati nell’Empolesi Veldelsa in appena due mesi e che hanno alimentato la paura.
«I cinque casi riscontrati nella nostra zona possono essere un campanello d’allarme ma non si può parlare di epidemia - tranquillizza Filidei - e i dati della Regione così come quelli nazionali parlano di un drastico abbassamento dei casi di meningite nel nostro Paese negli ultimi anni proprio grazie alle vaccinazioni. Il nostro obiettivo è garantire «un’altissima copertura contro il meningococco entro la fine di maggio - aggiunge Filidei - ed è anche per questo motivo che la Regione ha deciso di estendere la fruibilità gratuita di questo vaccino fino ai 45enni».
La preoccupazione, comunque, resta alta e i presenti hanno cercato di chiarire - durante l’incontro all’auditorium - quanti più dubbi possibile. Tante le domande poste al dottor Filidei soprattutto da genitori preoccupati o da persone che non riescono a comprendere come mai siano stati istituiti richiami per il vaccino solamente adesso.
«Esiste un test da fare per capire se qualcuno è un portatore sano di meningococco - chiede Olivia Gherardini - e in quel caso se sottoposto a vaccino può diventare immune?». Filidei ha spiegato che in passato il test veniva effettuato ma che di fronte a una situazione del genere, con una popolazione così vasta, sarebbe impossibile portare avanti un’operazione del genere.
«Non sarebbe utile che nelle scuole si tenessero aperte le finestre per favorire il ricircolo di aria - chiede Lidia Perrino - così come disinfettare le aule per prevenire la diffusione del batterio?». In realtà - come ha ribadito il responsabile dell’Unità malattie infettive - il batterio vive nella faringe e si trasmette attraverso il contatto diretto, mentre non è in grado di sopravvivere negli ambienti. Le domande hanno riguardato anche la profilassi: «Quando è giusto farla - chiede Ilaria Pignatelli - e come va effettuata?». La profilassi è rivolta a coloro che sono stati a contatto, a persone che sono state esposte direttamente alle secrezioni del paziente attraverso baci, condivisione dello spazzolino da denti, delle posate o dei bicchieri; o che abbiano frequentato l'abitazione dell'ammalato. La profilassi può essere eseguita direttamente dal proprio medico o all’ambulatorio di via dei Cappuccini a Empoli.
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