Sicurezza
«Nessun taglio alla sanità» ecco le garanzie dell’assessore
Luigi Marroni ospite al consiglio comunale aperto sulla fusione delle Aziende: «L’unione di Empoli con Firenze, Prato e Pistoia è anche una sfida per migliorare i servizi»
EMPOLI. La sala era strapiena: dai medici, agli infermieri, ai rappresentanti sindacali. Ai semplici cittadini. Il consiglio comunale aperto, ieri sera, era di quelli storici con l’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni venuto a illustrare la “grande riforma”, quella che prevede la fusione dell’Asl di Empoli con quelle di Firenze, Prato e Pistoia. Un disegno totalmente nuovo e che sta provocando tanta preoccupazione a tutti i livelli, da quello degli utenti, a quello dei lavoratori a quello delle associazioni di volontariato, come ha detto anche il direttore generale Monica Piovi nel suo intervento.
Ma l’assessore regionale ha cercato di dissipare le perplessità degli empolesi. Quelle legate al fatto di divenire mera periferia di Firenze. «Lo scopo della riforma è quello di mantenere i servizi, anzi di migliorarli se possibile - ha esordito Marroni - e quindi non ci saranno tagli. Ma è necessario riorganizzare il nostro sistema perché per i prossimi tre anni avremo tagli per 450 milioni. E dalle ultime anticipazioni sul Def (Documento di economia e finanza) sembra che siano necessari ulteriori risparmi e non solo alla sanità ma anche per i Comuni».
Marroni ha continuato ripartendo dal biennio 2011-2012 quando la Toscana è stata investita da una prima ondata di tagli, pari a un miliardo e 300milioni. «Siamo riusciti a riportare in pareggio i bilanci delle Asl - ha spiegato - e siamo stati in grado anche di avere risultati di eccellenza migliorando le nostre posizioni». «Purtroppo - ha continuato - quando pensavamo di essere fuori dal tunnel, a settembre dello scorso anno, abbiamo avuto le prime anticipazioni di queste ulteriori mancate risorse».
«Di conseguenza - ha spiegato l’assessore Marroni - per evitare che questi tagli si trasformino in tagli ai servizi dobbiamo riorganizzare il sistema. Ci sarà la Asl di area vasta e Careggi con forme di coordinamento tra le due entità. Ma ci saranno anche servizi relativi all’assistenza che saranno gestiti dalle ex aziende sanitarie ». In buona sostanza, secondo il quadro fatto, verranno individuati settori portati avanti a livello centralizzato e altri con un contatto più territoriale. «E poi la governance - ha continuato Marroni - sarà con i Comuni e le varie conferenze dei servizi».
Al momento è stata approvata la legge ponte che detta gli indirizzi di questa fusione, poi si dovrà lavorare con una norma che entri più nel dettaglio dove, come ha spiegato Marroni, non si parli solo di fusione ma anche di valorizzazione di eccellenze. In pratica non tutto dovrà essere fatto da Firenze, i servizi verranno ridisegnati secondo dove si trovano i migliori risultati. Infine la riorganizzazione non verrà calata dall’alto. Marroni ha detto che attiveranno gruppi di lavoro e gruppi di ascolto con i diretti interessati e quindi con i lavoratori della sanità.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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