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Empolese rinviato a giudizio per i furti alla raffineria Eni
EMPOLI. La “banda degli autisti” va a processo. Sono 19 le persone rinviate a giudizio ieri mattina dal giudice per l’udienza preliminare Antonio Del Forno. Secondo gli investigatori, coordinati...
EMPOLI. La “banda degli autisti” va a processo. Sono 19 le persone rinviate a giudizio ieri mattina dal giudice per l’udienza preliminare Antonio Del Forno. Secondo gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Massimo Mannucci, almeno fino al 2012, gli imputati avrebbero messo in piedi un sistema criminale attraverso il quale erano capaci di gestire un mercato parallelo e illegale legato alla vendita di migliaia di litri di carburante non tracciato. Come? Alterando i carichi di gasolio, kerosene, nafta e benzina durante i rifornimenti nel piazzale della raffineria Eni di Stagno, per poi rivendere il prodotto sottratto a compiacenti proprietari di distributori. Dei 21 indagati per i quali la Procura nel dicembre scorso aveva chiesto il rinvio a giudizio, in due hanno deciso di essere giudicati con riti alternativi. Per gli altri 19 l’appuntamento con il collegio A del tribunale per la prima udienza del processo è fissato per il prossimo 7 di ottobre. In quella sede autisti, responsabile del piazzale e colui che avrebbe dovuto controllare il buon esito delle procedure, dovranno rispondere dell’appropriazione indebita in concorso. Tra questi anche Carlo Marconcini, 66 anni, nato a Empoli ma residente a Livorno. Da un lato - secondo l’accusa - gli indagati si sarebbero appropriati di prodotti petroliferi dalla reffineria Eni, dall’altro avrebbero fatto loro anche del carburante che ogni sera restava nelle autobotti dopo aver terminato il giro delle consegne applicando un comando ad aria realizzato appositamente in base alla tipologia della cisterna, capace di forzare l’apertura della valvola di carico e forzando così i sigilli metrici e introducendo corpi estranei, riuscivano a eludere la conta litri e sottrarre altro prodotto. Per sette degli imputati il pm ipotizza l’associazione per delinquere.
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