La protesta
Meningite, vaccini esauriti: ne mancano 68.000. Mennuti (Asl): "Io non lo prendo, ecco perché"
Le dosi sono state riordinate dopo che le duemila in magazzino sono state virtualmente polverizzate in poche ore: la task-force potrebbe costare fino a tre milione di euro. Intanto il direttore della rete territoriale spiega la sua scelta: «Ho 63 anni e per gli ultraquarantenni ritengo sia meglio evitare»
EMPOLI. Code davanti alla sede dell’Asl fin dalle prime ore del mattino di martedì 31 marzo. Centralino in tilt, così come i telefoni dei medici di famiglia. C’è chi vuole informazioni, chi chiede l’appuntamento per il vaccino. Senza distinzione di età. Dopo le tragedie, è scoppiata la psicosi-meningite nell’Empolese Valdelsa. Il “partito” dei contrari ai vaccini si è convertito in massa. E, in generale, coloro che non sono “coperti” si sentono improvvisamente vulnerabili. L’Azienda sanitaria invita - di nuovo - alla calma, ribadisce che non si tratta di un’epidemia, che «è inutile farsi prendere dal panico, perché non esiste alcun allarme-meningite C».
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Ma l’appello non fa breccia. Cade nel vuoto. E basta un numero per testimoniarlo: 2.800 chiamate al Cup solo nella mattinata di ieri. Risultato: le agende degli appuntamenti per questo tipo di vaccinazione sono già complete fino al 26 maggio. Di conseguenza è inutile continuare a telefonare: al momento le liste sono bloccate e le dosi sono praticamente esaurite. Ma la svolta arriverà a giorni, quando i maggiorenni potranno recarsi direttamente dal loro medico di famiglia per ricevere il vaccino. Intanto questa “operazione” costerà tra 1 e 3 milioni di euro.
Le misure. Tre morti in cinquanta giorni: Giovanni Locci, 13 anni, di Bassa (l’unico vaccinato), Mattia Brendaglia, diciassettenne di Fibbiana e Marta Corti, 34 anni, di Vitolini. Tutti uccisi dalla sepsi da meningococco, la forma più letale, che nell’80% dei casi non lascia scampo. E una spiegazione sul perché il batterio abbia fatto una strage in un’area così ristretta - di fatto - non c’è. Asl e Regione avevano subito messo a punto un piano di emergenza, che prevedeva un potenziamento degli ambulatori, ma soprattutto l’estensione dell’offerta di vaccinazione gratuita agli under 45, che va ad aggiungersi al richiamo dopo dieci anni dalla prima vaccinazione nella fascia di età tra gli 11 e i 18 anni valido in tutta la Regione. Sull’onda emotiva è scattata la caccia alla dose, che ha fatto naufragare in poche ore il piano di emergenza.
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Mattinata infernale. Uffici e ambulatori “esplodono”, «anche perché - sottolinea l’azienda - contestualmente vanno avanti anche tutte le altre attività proprie del servizio offerto dall’unità operativa di igiene e sanità pubblica». Il centro unico di prenotazione viene preso d’assalto. Proviamo anche noi a telefonare al numero 0571 7051, dieci volte in cinquanta minuti, tra le 10.22 e le 11.10 di martedì. Niente. Sempre occupato. I 2.800 più fortunati riescono a prendere la linea. E in questo caso il tempo d’attesa medio è di sette minuti. In meno di quattro ore vengono virtualmente “polverizzati” i 1.313 vaccini disponibili, che saranno somministrati entro il 26 maggio nelle sedi di Empoli, Castelfiorentino, Santa Croce e San Miniato. Era la scorta dell’Asl 11, che ora non ne ha più. E per questo ha bussato alla porta dell’Estar (Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale), che ne aveva ancora un migliaio in magazzino e li metterà a disposizione a breve. Ma di fronte alle necessità dell’Empolese Valdelsa rappresentano una goccia nel mare.
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I numeri. L’allargamento dell’offerta gratuita della vaccinazione per la meningite di tipo C interessa potenzialmente 100.000 persone. «Abbiamo stimato - spiega Nedo Mennuti, direttore della rete territoriale dell’Asl 11 - che di questi se ne presenteranno almeno 70.000: l’85% dei minorenni che hanno diritto al richiamo e il 70% di coloro che hanno un’età compresa tra diciannove e quarantacinque anni e da adesso possono fare la vaccinazione gratis. Si tratta di mettere a disposizione un quantitativo enorme di dosi». Il direttore generale Monica Piovi ha subito contattato la casa farmaceutica, incaricandola della produzione (i vaccini vengono realizzati in Germania e assemblati a Siena).
Piano B. Nel frattempo però è stata studiata (e approvata nel corso di un summit che si è tenuto martedì sera nella sede di via dei Cappuccini) una strategia alternativa, con il coinvolgimento dei medici di famiglia: anche loro, dai prossimi giorni, potranno somministrare il vaccino. Ma solo agli adulti, ai quali viene iniettato l’antidoto per il ceppo C (chi vuole il polivalente paga il ticket 58 euro). Gli under 18 invece (il richiamo è un polivalente che copre i gruppi C, A, W, Y) dovranno recarsi negli ambulatori di via dei Cappuccini a Empoli: le liste, per loro, saranno riaperte a breve, non appena inizierà il piano di vaccinazione con i medici di famiglia, che di fatto libererà posti nell’agenda dell’Asl, al momento piena fino al 26 maggio.
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Il conto. Alla fine sarà salato: «Ma di fronte alla preoccupazione dei cittadini - sottolinea Mennuti - il nostro compito è dare delle risposte concrete, cercando di soddisfare le richieste degli utenti». Con la Regione Toscana che nel corso dell’incontro che si è tenuto lunedì pomeriggio ha assicurato - di fronte all’emergenza - un supporto economico. Perché ogni dose del vaccino C costa all’Asl empolese 8,80 euro, ai quali bisogna aggiungere - in media - sette euro per ogni somministrazione come “spese varie”, a cominciare da quella del personale. Il polivalente per gli under 18 ha invece un prezzo di 38 euro a dose per l’azienda: dunque ogni iniezione costerà 15,80 euro oppure quarantacinque euro. Il totale - se si dovessero presentare come previsto circa settantamila cittadini - varierà di conseguenza tra uno e tre milioni di euro.
Sorpresa. «Ho 63 anni e non mi vaccinerò. E secondo me chi ha più di quarant’anni dovrebbe fare altrettanto». Parola di Nedo Mennuti, direttore della rete territoriale dell’Asl 11 di Empoli e in prima linea in questa fase di emergenza, al fianco del direttore generale Monica Piovi. È stato lui a presentare ai medici di famiglia il piano che prevede il loro coinvolgimento per far fronte “all’assalto dei settantamila”. Ma l’effetto-psicosi non ha scalfito le sue scelte a livello personale. Che motiva così: «Bisogna mettere sui piatti della bilancia le possibilità di contrarre la meningite C da una parte, e dall’altra gli eventuali effetti collaterali del vaccino. E sono convinto che per gli ultraquarantenni convenga sempre evitare l’iniezione». Non tutti, ovviamente, la pensano così. Ieri, tra le migliaia di persone che si sono rivolte al Cup per l’antidoto contro il ceppo C, c’erano molti anziani, alcuni dei quali sono anche riusciti a prendere l’appuntamento, compreso un ottantanovenne residente nell’Empolese Valdelsa.
Effetti indesiderati. I più comuni sono rossore, gonfiore, e dolore nel punto di iniezione, che durano 1-2 giorni. Più raramente possono presentarsi febbre di intensità moderata, sonnolenza, cefalea e malessere generale. Di solito questi effetti si risolvono in 2-3 giorni. Estremamente rare ma possibili, come per qualsiasi altra vaccinazione, vi possono essere reazioni allergiche di varia entità fino allo shock anafilattico. Un quadro che finora veniva sbandierato dai contrari alla vaccinazione, compresa quella contro la meningite C.
I dati. Nei primi tre mesi del 2015 i Toscana si sono verificati quindici casi (oltre a quello del ragazzo di Monte Argentario, per il quale sono ancora in corso accertamenti), cinque dei quali letali (oltre ai tre del circondario, anche uno a Empoli e un altro a Firenze). I quindici soggetti colpiti sono così distribuiti: un bambino che ha meno di 4 anni, due nella fascia 5/14, 3 ragazzi tra i quindici e i vent’anni, 4 nella 21/30, altrettanti tra 31 e 49 anni e un ultrasessantacinquenne. Insomma, dati alla mano - secondo Mennuti - entrati negli “anta” conviene lasciar perdere e mettersi nelle mani della sorte, così come quando ci si vaccina: «Ognuno deve fare la sua scelta in coscienza. Però è anche giusto invitare a fare una valutazione attenta, che tenga conto di tutto».
Ceppo B. Intanto l’Asl ricorda che la vaccinazione per la meningite di tipo “B” è gratuita per i bimbi nati a partire dal 1° gennaio 2014 e che per tutti il costo è di 85,34 euro. Anche in questo caso - sull’onda della psicosi per il ceppo C - c’è stato un boom di richieste, con le agende già piene fino a estate. In questo caso comunque la vaccinazione può essere effettuata anche direttamente dai medici di famiglia.
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