Toscana
Caos per la psicosi meningite L’Asl: «I vaccini sono esauriti»
Al Cup 2.800 chiamate in una mattina.L’azienda consiglia di non telefonare, le dosi già riordinate Tra qualche giorno gli adulti potranno rivolgersi al medico di famiglia per la puntura
EMPOLI. Code davanti alla sede dell’Asl fin dalle prime ore del mattino. Centralino in tilt, così come i telefoni dei medici di famiglia. C’è chi vuole informazioni, chi chiede l’appuntamento per il vaccino. Senza distinzione di età. Dopo le tragedie, è scoppiata la psicosi-meningite nell’Empolese Valdelsa. Il “partito” dei contrari ai vaccini si è convertito in massa. E, in generale, coloro che non sono “coperti” si sentono improvvisamente vulnerabili. L’Azienda sanitaria invita - di nuovo - alla calma, ribadisce che si tratta di un’epidemia, che «è inutile farsi prendere dal panico, perché non esiste alcun allarme-meningite C». Ma l’appello non fa breccia. Cade nel vuoto. E basta un numero per testimoniarlo: 2.800 chiamate al Cup solo nella mattinata di ieri. Risultato: le agende degli appuntamenti per questo tipo di vaccinazione sono già complete fino al 26 maggio. Di conseguenza è inutile continuare a telefonare: al momento le liste sono bloccate e le dosi sono praticamente esaurite. Ma la svolta arriverà a giorni, quando i maggiorenni potranno recarsi direttamente dal loro medico di famiglia per ricevere il vaccino. Intanto questa “operazione” costerà tra 1 e 3 milioni di euro.
Le misure. Tre morti in cinquanta giorni: Giovanni Locci, 13 anni, di Bassa (l’unico vaccinato), Mattia Brendaglia, diciassettenne di Fibbiana e Marta Corti, 34 anni, di Vitolini. Tutti uccisi dalla sepsi da meningococco, la forma più letale, che nell’80% dei casi non lascia scampo. E una spiegazione sul perché il batterio abbia fatto una strage in un’area così ristretta - di fatto - non c’è. Asl e Regione avevano subito messo a punto un piano di emergenza, che prevedeva un potenziamento degli ambulatori, ma soprattutto l’estensione dell’offerta di vaccinazione gratuita agli under 45, che va ad aggiungersi al richiamo dopo dieci anni dalla prima vaccinazione nella fascia di età tra gli 11 e i 18 anni valido in tutta la Regione. Sull’onda emotiva è scattata la caccia alla dose, che ha fatto naufragare in poche ore il piano di emergenza.
Mattinata infernale. Uffici e ambulatori “esplodono”, «anche perché - sottolinea l’azienda - contestualmente vanno avanti anche tutte le altre attività proprie del servizio offerto dall’unità operativa di igiene e sanità pubblica». Il centro unico di prenotazione viene preso d’assalto. Proviamo anche noi a telefonare al numero 0571 7051, dieci volte in cinquanta minuti, tra le 10.22 e le 11.10 di ieri. Niente. Sempre occupato. I 2.800 più fortunati riescono a prendere la linea. E in questo caso il tempo d’attesa medio è di sette minuti. In meno di quattro ore vengono virtualmente “polverizzati” i 1.313 vaccini disponibili, che saranno somministrati entro il 26 maggio nelle sedi di Empoli, Castelfiorentino, Santa Croce e San Miniato. Era la scorta dell’Asl 11, che ora non ne ha più. E per questo ha bussato alla porta dell’Estar (Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale), che ne aveva ancora un migliaio in magazzino e li metterà a disposizione a breve. Ma di fronte alle necessità dell’Empolese Valdelsa rappresentano una goccia nel mare.
I numeri. L’allargamento dell’offerta gratuita della vaccinazione per la meningite di tipo C interessa potenzialmente 100.000 persone. «Abbiamo stimato - spiega Nedo Mennuti, direttore della rete territoriale dell’Asl 11 - che di questi se ne presenteranno almeno 70.000: l’85% dei minorenni che hanno diritto al richiamo e il 70% di coloro che hanno un’età compresa tra diciannove e quarantacinque anni e da adesso possono fare la vaccinazione gratis. Si tratta di mettere a disposizione un quantitativo enorme di dosi». Il direttore generale Monica Piovi ha subito contattato la casa farmaceutica, incaricandola della produzione (i vaccini vengono realizzati in Germania e assemblati a Siena).
Piano B. Nel frattempo però è stata studiata (e approvata nel corso di un summit che si è tenuto ieri sera nella sede di via dei Cappuccini) una strategia alternativa, con il coinvolgimento dei medici di famiglia: anche loro, dai prossimi giorni, potranno somministrare il vaccino. Ma solo agli adulti, ai quali viene iniettato l’antidoto per il ceppo C (chi vuole il polivalente paga il ticket 58 euro). Gli under 18 invece (il richiamo è un polivalente che copre i gruppi C, A, W, Y) dovranno recarsi negli ambulatori di via dei Cappuccini a Empoli: le liste, per loro, saranno riaperte a breve, non appena inizierà il piano di vaccinazione con i medici di famiglia, che di fatto libererà posti nell’agenda dell’Asl, al momento piena fino al 26 maggio.
Il conto. Alla fine sarà salato: «Ma di fronte alla preoccupazione dei cittadini - sottolinea Mennuti - il nostro compito è dare delle risposte concrete, cercando di soddisfare le richieste degli utenti». Con la Regione Toscana che nel corso dell’incontro che si è tenuto lunedì pomeriggio ha assicurato - di fronte all’emergenza - un supporto economico. Perché ogni dose del vaccino C costa all’Asl empolese 8,80 euro, ai quali bisogna aggiungere - in media - sette euro per ogni somministrazione come “spese varie”, a cominciare da quella del personale. Il polivalente per gli under 18 ha invece un prezzo di 38 euro a dose per l’azienda: dunque ogni iniezione costerà 15,80 euro oppure quarantacinque euro. Il totale - se si dovessero presentare come previsto circa settantamila cittadini - varierà di conseguenza tra uno e tre milioni di euro.
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