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Empoli

«L’ospedale si è fermato» Il dolore delle colleghe

«L’ospedale si è fermato» Il dolore delle colleghe

Da endoscopia a medicina generale, lo smarrimento in ogni reparto «Ovunque è stata ha lasciato il segno, era speciale con i pazienti e i loro familiari»

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EMPOLI. Marta Corti ormai da alcuni anni lavorava nel reparto di endoscopia. Ma la sua carriera l’aveva cominciata in quello di medicina generale. Ovunque, nelle corsie dell’ospedale San Giuseppe, Marta aveva portato quel sorriso che in molti identificano come il suo dono più bello al mondo. Troppo grande quel senso di smarrimento che la sua scomparsa ha lasciato nell’esistenza di chi ogni giorno l’aveva al suo fianco.

Troppo forte il dolore per tenerselo dentro. E allora le colleghe di Marta, guidate dalla dirigente infermieristica Loriana Meini e dalla coordinatrice infermieristica di medicina generale Adele Carli Ballola, hanno preso carta e penna e hanno ricordato la loro amica. «Oggi l’ospedale si è fermato di colpo, incredulo per la notizia che Marta, la nostra Marta, possa davvero non esserci più - hanno scritto in una lettera toccante - dentro ognuno di noi l’immagine di Marta è più viva che mai: il suo sorriso, la sua infinita energia, messa a disposizione di tutti. Con Marta si parlava di tutto, senza giudizio per nessuno, mantenendo il suo punto di vista, ma accogliendo ognuno per quello che era».

La grande umanità di Marta Corti emerge con forza da queste parole. Un’umanità che lei manifestava con chiunque, specie se dentro quell’ospedale stava dall’altra parte, i suoi pazienti. «E non solo con i colleghi – continua appunto la lettera - era speciale con i pazienti e i loro familiari. Li metteva a loro agio e trasmetteva una grande sicurezza, per le sue capacità relazionali e per la sua grande professionalità».

Il San Giuseppe tutto è in lutto. La stima nei confronti di una donna come Marta accomuna tutti, non ha confini di reparto.

«Ovunque abbia lavorato ha lasciato il segno, creato legami meravigliosi, facendo sentire ognuno speciale, avendo con ciascuno qualcosa da condividere – scrivono ancora - non esistono confini nella vita di Marta, tutto il suo mondo, la famiglia, gli amici, il lavoro, è unito grazie alla sua generosa capacità di trovare il tempo per ascoltare, il cuore per partecipare, l’intelligenza per capire cosa potesse servire in quel momento».

Le colleghe, quindi, spiegano il motivo per cui hanno deciso di incamerare tutto il loro dolore, il loro grandissimo lutto, in queste righe. «Vorremmo trasmettere a tutti la stima, l’amicizia, la riconoscenza per questa nostra meravigliosa collega che abbiamo avuto la fortuna di incontrare. Vorremmo che tutto il nostro affetto potesse raggiungere la sua famiglia, un abbraccio da parte di tutti, per contraccambiare quella gioia di cui lei ci ha fatto partecipi. Siamo orgogliosi di averla avuta vicina. Marta, forte nella sua spiritualità , non si può immaginare sparita nel nulla: è viva, presente, è dentro e fuori di noi, la sentiamo custode di una luce immortale. Grazie Marta per come sei stata. Ci mancherai tanto».

Ma assieme a questa lettera toccante, molte delle sue colleghe, hanno voluto aggiungere il proprio pensiero anche sui social network.

Qui alcune hanno pubblicato foto di Marta durante il lavoro, sempre sorridente, sempre abbracciata dall’affetto di chi le stava vicino.

Altre hanno lasciato poche righe, tutte inevitabilmente cariche di sconforto, ma allo stesso tempo portatrici della speranza che il ricordo di Marta non morirà mai in chi con lei ha condiviso momenti splendidi e unici: «Di te - scrive Cinzia Lassi - non dimenticherò mai la tua positività e la gioia di vivere... veglia sulle tue "bestioline" come le chiami tu, e su tutti i tuoi familiari che ora più che mai hanno bisogno di te. Sentiremo la tua mancanza, sempre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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