Sicurezza
Meningite, terza vittima: morta un'infermiera di 34 anni
Il ceppo è lo stesso degli altri due casi. Marta Corti è deceduta all'ospedale di Empoli: attivata la profilassi. In corso una riunione straordinaria tra i responsabili delle varie unità per mettere a punto un piano di emergenza. Veglia di preghiera a Montelupo. Fissata la data dei funerali
VINCI. La meningite causa un’altra tragedia nell’Empolese Valdelsa. E’ morta nella domenica 29 marzo, intorno alle 23, all’ospedale di Empoli, Marta Corti, 34 anni, di Vitolini. Una tragedia che ha sconvolto la comunità vinciana, dove nel frattempo è scattata la psicosi-profilassi, anche perché nei giorni scorsi la donna aveva partecipato a una festa di compleanno, alla quale era presenti anche molti bambini insieme ai genitori. Marta, sposata e madre di due bambine, lavorava come infermiera all’ospedale San Giuseppe di Empoli nel reparto di Endoscopia: è la terza vittima della meningite in meno di due mesi, dopo Giovanni Locci, 13 anni, e Mattia Brendaglia, 17 anni. A febbraio era stata colpita anche una studentessa dell'Empolese (non vaccinata), che aveva sconfitto il batterio.
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Anche Marta, come Giovanni e Mattia, è stata ucciso dal meningocco di tipo "C". L'Asl esclude che si siano stati contatti tra l'infermiera e i due ragazzi deceduti prima di lei a causa dello stesso batterio.
La ricostruzione. Marta Corti è arrivata in pronto soccorso a Empoli intorno alle 17 di domenica con sintomi come febbre alta e disturbi gastrointestinali. Due ore dopo si sono formate macchie cutanee diffuse e si venuto a creare un quadro di instabilità emodinamica e di confusione mentale, spiegano dall'Asl 11, che ha portato alle 19.30 al trasferimento in terapia intensiva, fino al decesso avvenuto poco prima della mezzanotte. Nei giorni precedenti la donna aveva accusato dei sintomi di tipo influenzale.
L'Asl 11 ha già avviato la profilassi nell'ambulatorio di via dei Cappuccini a Empoli, profilassi che riguarda tutti i colleghi di lavoro nell'ambito ospedaliero. Sul sito dell'Asl sono disponibili i numeri di telefono per tutte le informazioni del caso. Per avere informazioni sulla malattia meningococcica sono disponibili i seguenti numeri telefonici: 0571 706521 ospedale "San Giuseppe" di Empoli - dalle ore 8 alle ore 18; 0571 704816 centro direzionale via dei Cappuccini a Empoli - dalle ore 8 alle ore 18; 0571 704822 centro direzionale via dei Cappuccini a Empoli - dalle ore 8 alle ore 18 335 5216717.
Intanto la notizia della morte di Marta ha sconvolto la comunità vinciana e gli amici. Decine i messaggi sulla pagina facebook della trentaquattrenne: "Anche il cielo è triste per la tua perdita" scrive Irene Howard. Linda Abate: "Sono senza parole... ciao Marta. Se lassù volevano un angelo hanno scelto la persona giusta... ma eri gia un angelo tra noi!". Toccante il pensiero di Cinzia Lassi: "Le parole che non ti ho detto... Cara Marta, di te non dimenticherò mai la tua positività e la gioia di vivere.... veglia sulle tue "bestioline" come le chiami tu, e su tutti i tuoi familiari che ora più che mai hanno bisogno di te. Sentiremo la tua mancanza, sempre". Un'altra amica, Marta Fornai: "Non ho più voce... Non ho più lacrime... Ho il tuo sorriso negli occhi e non riesco a farmene una ragione...".
Marta era originaria di Montelupo Fiorentino, dove frequentava la parrocchia anche dopo essersi trasferita con la famiglia a Vitolini, dove poi è rimasta anche dopo il matrimonio. Domenica 29 marzo aveva intenzione di recarsi alla messa delle Palme proprio a Montelupo, ma poi aveva avvertito alcuni amici che non sarebbe andata perché aveva la febbre. Nelle ore successive le sue condizioni sono precipitate fino al trasferimento al San Giuseppe di Empoli, dove è morta intorno a mezzanotte. Proprio nella "sua" Montelupo è stata organizzata una veglia di preghiera, per la serata di lunedì 30 marzo, nella chiesa di San Giovanni Evangelista (in via Baccio da Montelupo).
I Corti, famiglia di ceramisti, originari di Capraia Fiorentina, sono molto conosciuti a Montelupo; il padre Guido è un ex bancario, ora in pensione; la mamma Iolanda Santini (da tutti conosciuta come Paola), è una ex commerciante. Marta lascia anche un fratello e una sorella, entrambi più grandi lei: Maria, che è suora (dell'ordine della Sorelle apostole della Consolata, che ha sede a Firenze), e Andrea, commerciante, titolare dell'oreficeria "La Clessidra" di Empoli. Marta era sposata con Salvatore Verde, dipendente della Bitossi di Sovigliana.
Messaggio di cordoglio anche del sindaco di Montelupo, Paolo Masetti, a nome di tutti i colleghi dell'Unione che "sono in contatto costante con l'Usl. Non ci sono altre parole per descrivere lo stato d'animo di ognuno di noi. Ancora era vivo lo sconcerto per la recente morte di Mattia. Io non la conoscevo ma la conoscevano bene miei grandi amici. Poche altre parole: da parte mia personale e di tutta l'amministrazione un abbraccio forte alla famiglia ed a tutti coloro che la conoscevano".
Il funerale. Le esequie di Marta, invece, sono previste alle 15 di martedì 31 marzo nella chiesa della Madonnina del Grappa in via Masini, a Empoli.
L'Asl. "Appena si è avuta la consapevolezza di essere di fronte ad un quadro di sepsi meningococcica (cioè alla forma più temibile perché gravata da alta mortalità dell’infezione) è stata riunita fin dalla prima serata di ieri l’unità di crisi, l’organismo con cui l’azienda sanitaria affronta le situazioni eccezionali".
L’unità di crisi ha attivato competenze di alta specializzazione, come l’ Ecmo team dell’Azienda Universitario-ospedaliera di Careggi, che è direttamente intervenuto per tentare, con il concorso della tecnologia per una circolazione extracorporea, una procedura estrema. Campioni biologici sono stati inviati al laboratorio specializzato del Meyer per la tipizzazione del germe. Contemporaneamente è scattata la ricerca attiva e la conseguente chemioprofilassi dei contatti stretti della donna.
La direzione aziendale dell’Asl 11 ha da parte sua promosso nella mattina di oggi, 30 marzo, un incontro in Regione in modo da svolgere, con il concorso di esperti, una ricognizione sugli interventi messi in atto e sulle strategie da intraprendere. Tra queste figura una sensibilizzazione dei medici del territorio nei confronti della sintomatologia specifica indotta dalla meningite con particolare attenzione ai propri pazienti che avessero avuto un contatto con i casi.
Sta per partire un progetto di vaccinazione allargata e dell’eventuale estensione dell’offerta ad altre coorti in tutto il territorio regionale al fine di raggiungere in tempi più rapidi la copertura vaccinale della coorte dei soggetti giovani, che sono sicuramente il gruppo più a rischio per tale patologia.
Sepsi da meningococco. Sul nostro territorio in questo ultimo periodo si sono verificati quattro casi di sepsi da Meningococco C, di cui tre mortali. L’ultimo si e verificato domenica 29 marzo.
I tre casi mortali hanno avuto un decorso drammaticamente fulminante: insorgenza con febbre, cefalea, disturbi gastrointestinali (non eclatanti) e dolori muscolari. La comparsa di petecchie (vasi capillari che si rompono) tipica della malattia, si è verificata solo tardivamente dopo il ricovero al Pronto Soccorso.
I casi fino ad oggi verificati, pur concentrati nel tempo, non appaiono avere alcuna relazione tra di loro, per cui è possibile escludere il fatto epidemico. Sono stati adottati nei confronti della generalità della popolazione interventi tesi a intensificare l’offerta di vaccinazione contro il meningococco C.
È iniziata, ed è ancora in corso, una corretta profilassi ed una sorveglianza sanitaria con coloro che sono stati a contatto con l’ammalata: in tutto si tratta di circa duecento persone tra colleghi di lavoro, familiari e pazienti ricoverati nel reparto di endoscopia negli ultimi dieci giorni, ma anche alcuni cittadini che si trovavano nell'ambulatorio di un medico di Vinci nei giorni scorsi, dove Marta si era recata con il marito.
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La novità. Visto che i casi verificati sono legati ad infezioni da meningococco di tipo C l’azienda ha deciso di rinnovare l’invito a vaccinarsi per chi ha un’età inferiore a 18 anni; offrire gratuitamente un richiamo dopo 10 anni dalla prima vaccinazione nella fascia di età tra gli 11 ed i 18 anni; estendere, in via straordinaria, in accordo con la regione, l’offerta di vaccinazione gratuita fino all’età di 45 anni.
L’eventuale prima vaccinazione o il richiamo verranno eseguiti con un nuovo vaccino polivalente che oltre al ceppo C copre anche i ceppi A, W, Y.
Come fare. Per eseguire la vaccinazione o il richiamo. Prendere appuntamento al CUP (sportelli CUP o telefonicamente 0571 7051). Chi deve sottoporsi a profilassi:contatti conviventi col malato; contatti dei bambini degli asili nido e delle scuole materne, quando i bambini hanno soggiornato a lungo con l'ammalato in un ambiente chiuso e a breve distanza da lui, se hanno condiviso bicchieri, posate ecc.; persona che è stata esposta direttamente alle secrezioni del paziente ammalato attraverso baci, condivisione dello spazzolino da denti, delle posate o dei bicchieri; persona che ha frequentato l'abitazione dell'ammalato; per il personale sanitario se ci sono stati contatti non protetti durante manovre a rischio come intubazione o respirazione bocca-bocca. Chi non deve essere sottoposto a profilassi: contatto casuale: quando non c'è stata nessuna esposizione diretta alle secrezioni orali del malato, per esempio compagni di scuola di altre classi. Contatto indiretto: cioè quando il contatto non è con l'ammalato, ma è esclusivamente con un contatto stretto; personale sanitario che non è stato direttamente esposto alle secrezioni orali del paziente.
Dove eseguire la profilassi. La profilassi può essere eseguita direttamente dal proprio medico o all’Ambulatorio Igiene e Sanità Pubblica via Cappuccini, 79 - Empoli aperto dalle 8 alle 18 il 30 e 31 marzo.
Sorveglianza Sanitaria. Si ricorda che un attenta sorveglianza sanitaria deve essere osservata per 10 gg dalla data dell’ultimo contatto con l’ammalato.
Il punto. Nel 2015 sono stati cinque i morti per meningite in Toscana: tre a Empoli, uno a Firenze e uno a Pisa. A parte i casi empolesi, tutti derivanti da meningococco di tipo C, gli altri tuttavia sono di tipo B. Nell'Asl 11 sono quattro i casi nel 2015, di cui solo uno ha visto la sopravvivenza della paziente. Secondo Gabriele Mazzoni, direttore del dipartimento di prevenzione dell'Asl 11, "può darsi che la campagna di vaccinazione degli ultimi dieci anni sia riuscita a proteggere maggiormente i più piccoli piuttosto che gli adolescenti o adulti che non si sono sottoposti al trattamento preventivo". A livello regionale il picco fu tra l'inverno 2004 e l'inizio del 2005 quando ci furono 50 casi di meningococco accertati. Mazzoni ha spiegato come anche all'epoca vi fosse stato un picco di influenza importante come quello a cui stiamo assistendo in questi primi mesi dell'anno. "Si può dire - ha rilevato - che un picco di influenza favorisca la diffusione della meningite poich le difese immunitarie si abbassano e l'organismo più vulnerabile".
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