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Fusioni e innovazione: le priorità di Sostegni

Fusioni e innovazione: le priorità di Sostegni

Il segretario del Pd ha presentato alla Fornace Pasquinucci la sua candidatura a consigliere regionale

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LIMITE. Un lungo applauso ha accolto Enrico Sostegni, che in una Fornace Pasquinucci gremita ha ufficializzato la sua candidatura al Consiglio regionale della Toscana: «E’ emozionante essere in questo luogo, che mi ha visto da sindaco di Capraia e Limite officiare matrimoni, ammirare artisti, incontrare tanta gente, a presentare la mia candidatura alle elezioni regionali. Ed è proprio il rapporto con le persone che intendo valorizzare in questo nuovo cammino che sto per iniziare, poiché con i nuovi assetti istituzionali previsti dalle legge Del Rio la Regione avrà un ruolo non più solo programmatico ma anche gestionale. Per questo è necessario essere un interlocutore vicino al territorio e avere una forte rappresentanza in palazzo Panciatichi è fondamentale per l’Empolese Valdelsa» così esordisce Sostegni davanti a una platea che vedeva fra gli ospiti il segretario regionale del Pd Toscana Dario Parrini, l’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli oltre a molti sindaci e amministratori del circondario.

«Un nuovo assetto istituzionale - ha detto - vuol dire avere comuni più forti, una città metropolitana magari estesa da Firenze a Prato e a Pistoia, comuni aggregati da fusioni o unioni e una Regione che gestirà funzioni importanti come agricoltura, forestazione, caccia e pesca, orientamento e formazione, ambiente, energia, osservatorio sociale, strade regionali. La Toscana non si è tirata indietro, ma prima e unica regione in Italia, ha scelto di assumersi la responsabilità di decidere e portare in fondo la riforma richiesta dopo l’abolizione delle province. Le decisioni non prese sono il più grosso spreco pubblico. Un nuovo assetto istituzionale meno costoso e adeguato alle scelte da compiere è ciò che serve perché la Toscana torni a crescere e a dare lavoro».

Su economia e lavoro: «Abbiamo dei segnali positivi che vengono dall’economia toscana. Fra il 2008 e il 2013, gli anni più difficili della crisi economica, la Toscana ha incrementato l’export del 16,6% ed è stata premiata da una rivista specializzata del Financial Times per la sua strategia di attrazione di investimenti esteri. Nel biennio 2011-2013 l’attrazione degli investimenti esteri sono stati 1,2 miliardi che hanno portato 1031 posti di lavoro in più e ne ha consolidato oltre 1500. Una struttura come questa necessità anche di infrastrutture adeguate prima fra tutti un sistema aeroportuale».

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