Gioco
Pronto badante, record di contatti al numero verde in aiuto degli anziani
L'iniziativa della Regione, attiva a Empoli e nell'area fiorentina, sarà estesa a tutta la Toscana. Entro 48 ore un addetto va a casa di chi ha chiamato
È soddisfatta per aver colto nel segno la vicepresidente della Regione Stefania Saccardi: il servizio “Pronto badante”, partito come esperimento il 16 marzo scorso, nei primi cinque giorni d’attività ha registrato ben 347 chiamate. Un bel debutto non c’è che dire. E solo lunedì, la giornata del record, le telefonate sono state addirittura 109. Molti hanno soltanto chiesto informazioni, ma in un centinaio di casi sono stati subito fissati gli appuntamenti per passare all’attivazione. «Avevo percepito che c'era un bisogno diffuso - dice la vicepresidente, con delega al welfare - e che si doveva dare una risposta in modo tempestivo».
Il servizio si rivolge agli over 65 che per la prima volta e all’improvviso - magari dopo un incidente o una malattia invalidante - si trovano nella necessità di affidarsi a una badante ma non sanno dove sbattere la testa, impreparati a fronteggiare una situazione nuova. L'anziano in difficoltà o un suo familiare si possono ora rivolgere alla Regione, digitando il numero verde 800 593388, dietro il quale non c'è un disco ma una persona in carne ed ossa. Una persona qualificata (che fa parte di una delle cinque associazioni del terzo settore vincitrici del bando regionale) che nel giro di 48 ore andrà a casa di chi l'ha chiamato per guidarlo e sostenerlo in un percorso non sempre agevole: darà informazioni, indicherà a chi rivolgersi per trovare una badante preparata e fidata (o un badante magari), aiuterà a compilare il contratto con l'Inps supportando anche nelle procedure online ed altro ancora. Una specie di tutor insomma che accompagnerà per mano l'anziano single o i suoi familiari in un momento delicato, in cui è inevitabile sentirsi fragili e disorientati, a volte anche sconfortati. «Vogliamo che gli anziani non siano lasciati soli in questa fase», dice la Saccardi. Aggiunge Paola Garbin, dirigente al welfare: «Si ribalta il meccanismo solito per cui è il cittadino che deve cercare soluzioni ai problemi: ora è l'istituzione che va in casa a fare proposte quando la famiglia rischia d’andare in crisi. In questo il progetto è fortemente innovativo».
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È prevista anche l'erogazione di voucher una-tantum di 300 euro, erogati tramite i buoni-lavoro Inps, che sono indipendenti dal reddito delle famiglie: coprono l'attività iniziale della badante per un massimo di 30 ore.
Il servizio, unico in Italia, riguarda per il momento Empoli e l'area fiorentina - 43 comuni ad alta densità abitativa - ma visto il successo, verrà esteso in tempi brevi al resto della Toscana. La Regione ha stanziato per quest’anno 2 milioni e 100mila euro, prelevandoli dal Fondo sociale europeo 2014-2020 che ammonta a 180 milioni (in buona parte destinati a misure per i disabili e alla riforma dell'assistenza domiciliare). I finanziamenti sono finalizzati al sostegno all'occupazione e alla lotta alla povertà: e in effetti quest’esperimento riesce a mettere insieme i due aspetti perché con l'assunzione di badanti - che ovviamente dovranno avere regolari contratti - si creano posti di lavoro (e intanto si contribuisce all’emersione del “nero”).
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E ora si guarda già alla post sperimentazione: “Pronto badante” infatti, oltre a estendersi a tutta la Toscana, potrebbe presto ampliare il “pubblico” dei beneficiari (e forse potrebbe anche aumentare l'entità del voucher). Oggi possono usufruire del servizio le persone di oltre 65 anni, che si trovano per la prima volta in un momento di necessità e che dunque non hanno già un assistente familiare. C'è poi un'altra condizione: non bisogna rientrare in un progetto di assistenza personalizzato.
Per questi ultimi resta in funzione il cosiddetto “contributo badante” della Regione cioè un aiuto economico di importo variabile a seconda del reddito.
Intanto lunedì con due delibere è stato confermato per il 2015 lo stanziamento per le persone non autosufficienti: 89 milioni in totale, la stessa cifra dell'anno scorso. Cinquantuno milioni serviranno per estendere i servizi domiciliari ai cittadini disabili anziani, mentre quasi 4 milioni saranno destinati a interventi diretti a chi ha meno di 65 anni. I soldi restanti vanno alle Rsa, le residente sanitarie assistite, nel tentativo di ridurre le liste di attesa.

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