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Il debito di Comune e Unione, oltre 700 pasti al ristorante

Francesco Turchi
I vigili in servizio durante una partita dell’Empoli
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I vigili in servizio durante una partita dell’Empoli

Non pagati 18 mesi di pranzi di polizia municipale e operai in servizio nei weekend. Il conto ora è salato (4.600 euro) e gli enti non sanno chi deve tirare fuori i soldi

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EMPOLI. Vigili e operai consumano settecento pasti in un ristorante. Ma gli enti non pagano il conto. E mentre Comune e Unione cercano di capire a chi tocca presentarsi alla cassa, la cifra lievita, fino a raggiungere 4.600 euro, accumulati in un anno e mezzo di pranzi gratis.

La vicenda. Gli agenti della polizia municipale, come tutti gli altri dipendenti del Comune, utilizzano la mensa di via Bonistallo. Che però è chiusa il sabato e la domenica, quando invece i vigili sono spesso impegnati in servizi, soprattutto in occasione delle partite dell’Empoli allo stadio Castellani, così come alcuni operai comunali. Per questo motivo è stato sottoscritto un accordo con un ristorante di riferimento, anche con l’obiettivo di contenere i costi: secondo quanto previsto dal contratto, il pasto è carico per un terzo del dipendente, mentre la parte restante viene “coperta” dall’ente.

Cos’è successo. Nella fase iniziale tutto è filato liscio, con il Comune di Empoli che pagava regolarmente i pasti dei propri dipendenti, sulla base di un impegno di speso firmato da un dirigente. Poi però qualcosa nel meccanismo si è inceppato. Tutto questo anche perché nel frattempo la gestione della polizia municipale è passata all’Unione. A quel punto il Comune ha ritenuto che il pagamento dei pasti non fosse più di sua competenza: i soldi non sono più stati stanziati, di conseguenza alla Ragioneria non è arrivato l’input di procedere al pagamento. Ma nessuno ha pensato di avvertire vigili e operai, che hanno continuato a frequentare lo stesso ristorante. Non solo. Con la nascita del corpo unico hanno iniziato a prestare servizio a Empoli il sabato e la domenica anche gli agenti degli altri comandi territoriali del circondario. Che, ovviamente, si sono aggregati ai colleghi.

Il caos. La storia è andata avanti così per un anno e mezzo, fino a raggiungere il numero di oltre settecento pasti non pagati, per un conto da saldare di circa 4.600 euro. Tutto questo fino all’arrivo del nuovo comandante della polizia municipale dell’Unione, Annalisa Maritan, che non appena si è insediata si subito resa conto del problema. Ora gli uffici di Comune e Unione stanno lavorando per risolvere la questione e saldare il debito. Poi, probabilmente a breve, saranno introdotti i buoni pasto per tutti, per fare in modo che una situazione del genere non si ripeta più. Rsu e sindaci ne parleranno nell’incontro, previsto a giorni, per fare il punto sulle varie questioni (salario accessorio, gara per il ponte-radio, assunzioni, indennità previdenziale integrativa), che avevano portato i vigili a proclamare lo sciopero, prima differito dal prefetto e poi bloccato dalla Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.
 

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