Il Tirreno

Empoli

Di nuovo meningococco C Mattia morto come Giovanni

Di nuovo meningococco C Mattia morto come Giovanni

L’Asl 11 ha completato le analisi sul tipo della malattia dopo il decesso dello studente di 17 anni I tre casi registrati da febbraio sul territorio, di cui due mortali, sono dello stesso ceppo

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. E’ stato il meningococco di tipo C il microrganismo responsabile della morte del giovane diciassettenne Mattia Brendaglia, di Fibbiana. Il ragazzo non era vaccinato. Si tratta dello stesso batterio che portò alla morte Giovanni Locci, il ragazzino di Cerreto Guidi. E dello stesso tipo di quello contratto da una ragazza di Empoli che guarì in pochi giorni.

Dopo il decesso, è stata attivata la profilassi per tutte le persone che sono state in stretto contatto con il ragazzo (oltre 150): in particolare per i familiari, i compagni di classe (2A) dell'istituto Leonardo da Vinci di Empoli e della squadra di calcio di Scandicci di cui il ragazzo faceva parte. L' apprensione delle famiglie ha fatto crescere in poco tempo il numero di telefonate (oltre 600) indirizzate agli operatori di igiene e sanità pubblica del dipartimento prevenzione dell’Asl 11 e dell’Asl 10 impegnati per l’intera giornata di sabato 21 e di domenica 22 nell’attività di profilassi a Empoli e a Scandicci.

Il dispiegamento delle misure di profilassi è stato sollecito grazie alla collaborazione dei comuni di Montelupo Fiorentino e di Empoli, la direzione scolastica dell’istituto frequentato dal ragazzo e le aziende sanitarie di competenza territoriale. Ciò ha permesso di fornire corrette informazioni ai cittadini. Tra le misure di profilassi non è contemplata la chiusura di ambienti, comprese le scuole. «Un apprezzamento - spiega l’Asl 11 - va anche ai cittadini per la compostezza e la collaborazione che hanno dimostrato in un contesto non facile». Negli ultimi 15 anni nel territorio dell’Asl 11 si sono registrati 21 casi di meningite o sepsi da meningococco di cui 6 mortali, cioè meno di 2 casi ogni anno, in linea con i dati epidemiologici nazionali.

Come spiega l'Asl 11, il meningococco si localizza nel naso e nella gola spesso di portatori sani e asintomatici, fino ad interessare dal 2 a ben il 30% della popolazione. Questa condizione non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. L’infezione si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie. Il meningococco è un batterio che, fuori dell’organismo, sopravvive solo per pochi minuti. La principale causa di contagio è rappresentata dai portatori sani del batterio, tant’è che solo nello 0,5% dei casi la malattia è trasmessa da persone affette.Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo cinque causano meningite e altre malattie gravi: A, B, C, Y e W 135. I sintomi non sono diversi da quelli delle altre meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata, come è avvenuto per il ragazzo.

I malati di meningite o altre forme gravi, spiega ancora l’As1 11, sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici. Nella valutazione di contatto stretto (che deve essere fatta caso per caso) vengono tenuti in considerazione: i conviventi, considerando anche l’ambiente di studio (la stessa classe) o di lavoro (la stessa stanza); chi ha dormito o mangiato spesso nella stessa casa del malato; le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con la sua saliva; i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web