Lutto
«Mattia vivrà ancora nei nostri cuori»
In centinaia nella chiesa di Fibbiana per l’addio allo studente morto a 17 anni per una meningite fulminante
MONTELUPO. Fuori dalla piazza di Fibbiana tira un vento forte. Ma non all’interno, qui regnano solo il silenzio e il dolore delle centinaia di persone giunte per l’ultimo saluto a Mattia Brendaglia, lo studente morto a 17 anni per una meningite. In lacrime sono i compagni di classe, dello Scandicci calcio dove il ragazzo era tesserato. Ma anche la gran parte di fibbianesi che avevano visto Mattia crescere. E che ancora non si rendono conto del fatto che non lo vedranno più giocare a calcio nel campetto poco distante da piazza S. Rocco. I genitori Maurizio e Annalisa, il fratello Gionata cercano invano risposte alla tragedia e sono continuamente abbracciati da amici e parenti nel tentativo di offrirli un minimo di conforto. Perché una perdita così fulminea, che si è consumata in poche ore dopo qualche linea di febbre e un banale vomito, è forse ancora più inspiegabile di un tragico incidente o di una malattia incurabile.
Tanto che la commozione ha toccato anche il parroco all’inizio della cerimonia funebre nelle chiesa di Santa Maria stracolma (e che avrebbe dovuto avere il triplo di spazio per accogliere tutti i partecipanti al rito).Poi il sacerdote ha riacquistato forza ed è riuscito ad andare avanti di fronte a quella bara chiara ricoperta di rose bianche che era stata accolta pochi minuti prima con un lungo applauso. «Perché abbiamo la fossetta sotto il naso? - spiega nell’omelia il parroco di Fibbiana - secondo una storia ebraica quando siamo dentro il sacco della madre stiamo così bene che non vorremo uscire mai perchè realizziamo un’esperienza di amore. Ma è Dio che ci spinge fuori e ci crea questa fossetta». «E così dobbiamo pensare che Mattia riavrà questa esperienza di grande felicità. E continuerà a vivere nei nostri cuori». «Un seme porta i suoi frutti se muore - ha continuato il sacerdote - mi rendo conto che ora queste parole siano difficili da accettare e siano indirizzate al vento. Ma Mattia non è più con noi solo fisicamente».
Rivolto agli amici accanto alla bara ha detto: «Ricordatelo sempre quando scherzava con voi ma anche quando avevate avuto qualche piccolo litigio. L’importante è che sappiate che continuerà a essere sempre con voi. E vi aiuterà».
Anche la mamma Annalisa ha voluto fare un ringraziamento alla fine della messa. «Non avrei mai pensato di vedere tutte queste persone per Mattia - ha detto con un filo di voce - per me è un grande onore». «Mi dovrò abituare a non vederlo più quando lo cerco, a non abbracciarlo se ho voglia di farlo». E ha pronunciato la parola amore, il filo che la terrà unita a Mattia.
Poi la bara è uscita dalla chiesa e ai lati della folla sono rimasti i compagni dello Scandicci calcio, tutti in tuta celeste, che hanno srotolato uno striscione con la scritta “Buon Viaggio Mago”.
Mattia, che era tifoso dell’Empoli e della Juventus, è stato ricordato anche allo stadio Castellani durante la partita Empoli-Sassuolo. E con un mazzo di fiori che Massimo Maccarone ha deposto sotto la Maratona dove andava a vedere le partite e dove c’era anche un gruppo di suoi amici con lo striscione “Ciao Brenda amico vero”. Accanto un altro ancora: “Rimarrai sempre nei nostri cuori Mago Brenda”.
Lucia Aterini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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