Il Tirreno

Empoli

Una stella allo stadio comprata dai suoi amici

Il ragazzo era tifoso della Juventus e per questo hanno deciso di acquistare una delle targhe che adornano il pavimento dello stadio bianconero

3 MINUTI DI LETTURA





MONTELUPO. Un ragazzo buono, che per gli amici c'era sempre, che amava il calcio, la Juventus e non mancava di seguire l'Empoli al Castellani. Mattia Brendaglia amava il calcio, giocava di punta nello Scandicci: nel tempo libero seguiva la Juventus e la squadra territorialmente più vicina a lui, l'Empoli. Per questo - in occasione del match allo Juventus Stadium del quattro aprile fra le due squadre che seguiva di più - gli amici stanno cercando di riuscire a ricordare l'amico scomparso, anche se la missione non è delle più semplici. E poi gli regaleranno una di quelle stelle che adornano il pavimento dello stadio bianconero. Una stella col nome e il cognome di Mattia, che già era stato in quell'arena. Come era già stato allo stadio di Empoli, per il quale aveva l'abbonamento.

Alcuni degli amici storici di Mattia hanno scoperto la notizia mentre erano in gita: all'inizio hanno pensato ad uno scherzo, poi è arrivata la tristissima conferma. E' difficile anche parlare con questi giovani, che a 17 anni o poco più a tutto pensano fuorché a morire così giovani, nel pieno della vitalità e della voglia di vivere. «Non penso di averci mai litigato da quando lo conosco - racconta Giovanni, un amico - lui per noi c'è sempre stato e per questo sarà per sempre con noi, nel nostro cuore. Dobbiamo ricordarlo nel migliore dei modi per quello che era: un ragazzo buono dentro che amava divertirsi». Poco più in là un altro amico storico, che non riesce quasi a parlare: «Ieri mi hanno chiamato - a parlare è Matteo - per dirmi che Mattia non stava bene, che aveva la febbre, la diarrea e che gli erano comparse delle macchie sulla pelle. Però quando lo hanno caricato sull'ambulanza era cosciente, tanto che ha salutato la vicina di casa. Poi non so, in un attimo se n'è andato e ora mi manca da morire, pensando che non lo rivedrò mai più». Parole strazianti, che basterebbero per riassumere l'affetto che tante persone provavano nei confronti del povero Mattia. Ragazzi che non sono ancora maggiorenni e già hanno dovuto provare l'esperienza devastante di perdere una persona fondamentale per loro, con la quale speravano di continuare a crescere e a divertirsi. E all'obitorio - dove tanti giovani si sono recati - l'atmosfera era altrettanto straziante: chi piangeva, chi si abbracciava, chi sussurrava qualche parola cercando il conforto altrui. Tutt'attorno un silenzio che ti colpisce il cuore. Gli amici che d'altronde non riescono ancora a capacitarsi di cosa sia accaduto, che ne parlano ancora al presente, come se Mattia fosse ancora con loro. E lo sarà, sicuramente attraverso il ricordo. Ovviamente anche i ragazzi che frequentavano l'istituto Da Vinci stanno preparando qualcosa per ricordarlo nella maniera più consona.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web