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«Non siamo di fronte a un’epidemia»

«Non siamo di fronte a un’epidemia»

Il responsabile dell’Asl 11 Filidei respinge gli allarmismi e dice: «L’importante è vaccinarsi»

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EMPOLI. Il dottor Paolo Filidei, responsabile dell’unità operativa malattie trasmissibile dell’Asl 11, è chiaro e coinciso: non siamo di fronte a un’epidemia anche se ci sono stati due casi mortali in due mesi. E per questo allontana qualsiasi forma di allarmismo.

«Ancora è presto per fare le valutazioni esatte - spiega nell’ambulatorio di via dei Cappuccini dove è in corso la profilassi per oltre 150 persone - i due casi precedenti che abbiamo avuto nel territorio erano di tipo C, quello per cui è vaccinato il 90% della popolazione entro i 18 anni. Se anche questo fosse dello stesso tipo, sarà necessario fare una valutazione con uno studio epidemiologico rispetto alla circolazione di questi ceppi . E magari ragionare sull’importanza di fare un richiamo in età dell’adolescenza».

«Ma comunque - sottolinea Filidei - non siamo assolutamente di fronte a un’epidemia. Probabilmente siamo di fronte a una tragica fatalità. In più questa è la stagione dove si verificano maggiormente queste patologie perché si vive di più in luoghi chiusi e le malattie si trasmettono meglio».

Filidei spiega poi che molte di queste patologie sono affrontabili con i vaccini e che i tipi più frequenti, quelli che più circolano in Europa, sono il tipo B e il C: «La vaccinazione è importante - dice - per il C è gratuita, anche per chi non l’ha fatta da bambino non si spende niente fino a 18 anni (perché la meningite aggredisce soprattutto i bambini e i giovani adulti). Gli studi epidemiologici ci dicono che gli adulti sono a rischio solo in certi casi, se per esempio non hanno la milza oppure hanno malattie del sistema immunitario».

Per il B è stata introdotta da poco ed è gratuita per i nati da primo gennaio 2014. E dopo questi casi abbiamo avuto tante richieste da parte dei genitori dei bambini più grandi». Così come dopo la vicenda del bambino vaccinato e poi deceduto sono state molte le domande di avere un richiamo da parte delle famiglie.

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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