Il Tirreno

Empoli

Muore per la meningite uno studente di 17 anni

di Marco Sabia
Muore per la meningite uno studente di 17 anni

Mattia Brendaglia era stato ricoverato poche ore prima all’ospedale Profilassi per 150 tra ragazzi del Professionale e compagni di squadra

4 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. La meningite ha fatto una nuova vittima di soli 17 anni: Mattia Brendaglia, che viveva a Fibbiana di Montelupo, è morto venerdì sera dopo alcune ore di ricovero al San Giuseppe di Empoli. È il secondo decesso dovuto a questa malattia nel giro di meno di due mesi. Il 7 febbraio scorso era venuto a mancare il tredicenne di Cerreto Guidi Giovanni Locci. Due tragedie che non trovano spiegazione, se non nei freddi bollettini medici. Dai primi accertamenti già fatti dall'Asl 11, a causare la morte sarebbe stato lo stesso ceppo di meningite, il C. Ma a differenza di Giovanni, Mattia non era stato vaccinato.

Il ragazzo di Fibbiana, che frequentava la seconda all’istituto professionale Leonardo da Vinci di Empoli, in settimana aveva accusato i sintomi di un raffreddore. Venerdì invece ha avuto vomito e diarrea, poi gli sono comparse delle macchie sul corpo. A quel punto è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe dove poi è morto qualche ora più tardi. E' stata attivata subito la macchina della Asl 11 che ha disposto la profilassi per oltre 100 persone, quelle più vicine a Mattia. Compresi due ragazzi che erano in gita diretti a Budapest. E che sono stati fatti scendere a Trieste per effettuare la profilassi. Contemporaneamente l'Asl 10 di Firenze ha sottoposto allo stesso trattamento altre cinquanta persone, perché il giovane giocava a calcio nello Scandicci.

Nel frattempo sono state anche decine e decine le chiamate ai dottori di famiglia e all'Asl stessa da parte di persone impaurite da un eventuale contagio. Anche perché due decessi per la stessa patologia nel giro di nemmeno due mesi nell'Empolese Valdelsa non si erano mai verificati. Tanti genitori i cui figli nei giorni erano venuti a contatto (ma non stretto) con Mattia si sono recati in ospedale, comprensibilmente impauriti. Come per esempio alcuni di quelli che erano a uno spettacolo teatrale al Momento. Ma anche in questo caso solo una parte di ragazzi che erano nel teatro sono stati chiamati all’ambulatorio di via dei Cappuccini.

L'Asl 11 su questo precisa che «affinché il contagio avvenga ci deve essere uno stretto contatto, nel giro di un metro, tramite le goccioline di saliva. E nemmeno chi fosse venuto a contatto con amici e parenti deve sottoporsi a profilassi, perché tramite terze persone il contagio non scatta. Non è come l’influenza». La maggior parte dei casi di meningite, sia virale sia batterica, deriva da infezioni che si diffondono attraverso le minuscole gocce di liquidi provenienti dalla gola e dal naso. Le goccioline possono essere trasportate dall’aria quando la persona tossisce, ride, parla o starnutisce. Nella maggior parte dei casi l’infezione si diffonde tra persone che vivono a stretto contatto, ad esempio tra coloro che vivono nella stessa casa oppure si espongono all’agente infettivo baciando la persona infetta o condividendo bicchieri e stoviglie. Il contatto casuale a scuola o sul posto di lavoro con una persona infetta di solito non trasmetterà l’agente infettivo. La meningite batterica è rara, ma nella maggior parte dei casi è molto grave e può mettere in pericolo la vita del paziente se non viene curata immediatamente. La meningite virale, anche nota come meningite asettica, è abbastanza comune e molto meno grave. Spesso non viene diagnosticata perché i suoi sintomi possono essere simili a quelli di una normale influenza.

Giovanni Locci e Mattia Brendaglia sono deceduti per lo stesso motivo, anche se Locci era vaccinato, a differenza di Brendaglia. Vaccino che tuttavia non servì per strapparlo alla morte. Oltretutto ci fu anche un altro caso - stavolta non mortale - a pochi giorni dalla scomparsa di Locci: ad essere colpita questa volta fu una studentessa ventenne che risiede nell’Empolese e che proprio ad Empoli frequentava le scuole serali. In quel caso gli esami decretarono la presenza di meningococco di tipo C mentre ad ora - come anticipato - non è chiaro quale sia il ceppo batterico che ha ucciso Mattia.

La notizia della morte di mattia si è diffusa nel giro di pochi minuti e ha creato grande sgomento. Il padre di Mattia, Maurizio, è titolare di una macelleria storica di Fibbiana. La famiglia è molto conosciuta nel comune guidato dal sindaco Paolo Masetti, il quale ha espresso il proprio cordoglio: « La nostra azienda sanitaria ha protocolli definiti di comportamento da tenere in questi casi che sono stati immediatamente attivati. Certo è che quanto accaduto è tragico. Voglio esprimere la mia vicinanza alla famiglia, non di forma, ma realmente sentita: come padre non posso neppure immaginare il loro sconforto, come sindaco mi sento di dire che l'intera comunità condivide il loro dolore». E anche il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli ha invitato a non abbassare la guardia sulla questione dei vaccini, poiché la diminuzione di questi ultimi è un fatto da non sottovalutare.Sulla pagina Facebook del ragazzo si sono susseguiti i messaggi di affetto, come per esempio Mirco: «Ti voglio ricordare come la persona più simpatica di tutti, un carattere fantastico,sempre sorridente,pronto a mettere allegria. Sei nei nostri cuori». Oppure da Niccolò: «I fiori che strappi sono sempre quelli più belli. Con la tua semplicità e la tua simpatia hai conquistato i cuori di tutti facendoci sempre fare due risate». Mattia, oltre al padre Maurizio lascia la madre Annalisa e un fratello. Il suo funerale è previsto per oggi alle 15,30 nella chiesa di Fibbiana.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web