Sicurezza
Pronte sessanta case popolari e novanta sono da ristrutturare
I nuovi alloggi, alcuni con i servizi collettivi, verranno messi a bando entro settembre L’Empolese Valdelsa è stato l’unico territorio in Toscana che ha deciso di non vendere appartamenti
EMPOLI. Di qui a sei mesi il patrimonio immobiliare pubblico si arricchirà di altri sessanta alloggi. Sessantuno appartamenti, per la precisione, verranno messi a bando nelle graduatorie di edilizia residenziale pubblica tra aprile e settembre di quest'anno. Case popolari, insomma, che allevieranno l'emergenza in atto nel circondario. I primi 23 alloggi verranno appaltati nel corso di aprile prossimo. Si tratta di 5 appartamenti ricavati nell'ex scuola elementare di Cambiano, nel comune di Castelfiorentino, e di altri 18 a Montaione, ai piani terzo e quarto del blocco A di Villa Serena che in passato ospitava locali della casa di riposo. In quest'ultimo caso gli alloggi sono costituiti da 12 bilocali e 6 monolocali. Per entrambi gli appalti i servizi sono collettivi (lavanderia o altro insieme). Entro settembre, poi, ne verranno appaltati altri 38. In particolare, come si evince dal bilancio di previsione 2015 di Publicasa, ne saranno resi disponibili 10 a Cerreto (4 alloggi più 6 monolocali) in via Vicinale Poggio Benedetto, 8 a Certaldo con servizi collettivi realizzati nell'area edificabile di via Matteotti, 12 a Fucecchio sempre con servizi collettivi nell'area edificabile di via Cairoli e 4 a Vinci (tutti bilocali) ricavati dall'edificio degli ex macelli in via Lamporecchiana. I nuovi alloggi sono il frutto di un protocollo di intesa tra la regione, i Comune del Lode Empolese e Publicasa.
L'investimento è stato di 5 milioni di euro. Con questi, il patrimonio gestito da Publicasa sfiora le 1.600 abitazioni nel circondario. Un incremento importante frutto anche della scelta dei Comuni dell'Unione di non prendere parte al piano regionale di cessione di alloggi pubblici che settimane fa era stato approvato dal consiglio toscano. L'Empolese Valdelsa è l'unico territorio ad aver preso una strada diversa rispetto alle altre province, che nel complesso metteranno in vendita quasi 4.500 appartamenti pubblici. «La legge prevedeva dei vincoli al piano di alienazione – spiega Lorena Leoncini, direttore di Publicasa – e non tutti potevano rientrare nella lista delle possibili cessioni. In ogni caso, i Comuni hanno preferito non procedere in questa direzione per non privarsi di beni che possono risultare indispensabili, vista l'emergenza abitativa del territorio. I sessanta alloggi di nuova costruzione, quindi, si andranno ad aggiungere al patrimonio già esistente».
Ma oltre a quelli nuovi, ce ne sono alcune decine – attualmente in fase di manutenzione – che potrebbero presto tornare ad essere assegnati sulla base delle graduatorie. In tutto si tratta di una novantina di appartamenti attualmente sfitti, ma che rientrano nel piano di recupero redatto dall'agenzia che gestisce l'edilizia residenziale pubblica locale. Nello specifico ci sono 6 che sono da ristrutturare con messa a norma dell'impianto, 28 che invece sono in attesa di ricevere un finanziamento, 27 che sono disponibili ma ancora non assegnati e 23 disponibili per nuove costruzioni o recupero di edifici già esistenti. A questi devono essere aggiunti 25 appartamenti che sono stati appaltati, cioè hanno già subito lavori di manutenzione o ristrutturazione e sono stati messi a bando. Altri 33 hanno subito lavori e sono stati riassegnati nel corso del 2014. Sono il frutto dell'impegno di Publicasa sul fronte della riduzione degli alloggi popolari sfitti. Negli ultimi due anni, infatti, la società ha aumentato il fondo spese per le manutenzione (erano stati stanziati 410mila euro nel 2013, che sono diventati 632mila nel 2014 e 550mila quest'anno) e ha anticipato i soldi, in attesa di essere rimborsati dalla Regione in modo da incrementare e velocizzare l'offerta in favore di nuclei familiari in attesa di sistemazione. «Ma speriamo vivamente di poter migliorare i tempi di qui al futuro – continua Leoncini – con la nuova legge regionale, infatti, sarà possibile richiedere agli inquilini di svolgere piccoli lavori di manutenzione, come ad esempio verniciatura e recupero termosifoni. In questo modo risparmieremo risorse pubbliche e sarà più veloce riassegnare gli alloggi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
