Attenzione
Maxi-cantiere da 11 milioni contro il rischio-alluvioni
Due casse di espansione a Fibbiana (una è quasi ultimata) per garantire più sicurezza a circa 70.000 cittadini: trenta mesi di lavori, il via ad aprile
EMPOLI. Al via un maxi intervento da 11 milioni di euro (finanziati dalla Regione) sul bacino del fiume Arno per ridurre il rischio di alluvioni. Due casse di espansione (una delle quali praticamente ultimata) a Fibbiana per garantire maggiore sicurezza a circa settantamila persone a valle di Fibbiana. Un’opera che ovviamente non potrà completamente azzerare i rischi, ma che è in grado di scongiurare eventi alluvionali che per dimensioni e portata si verificano statisticamente ogni 200 anni: secondo i tecnici le casse sarebbero entrate in funzione, oltre che nel 1966, anche nel 1992.
L’intervento. Si comincerà con il completamento della cassa di Fibbiana 2 (in grado di accogliere 710.000 metri cubi nei suoi 17 ettari), che ricade nel territorio di Capraia e Limite. Un’opera che ha dovuto fare i conti con notevoli ritardi: lo start ai lavori è datato 2006, ma in corso d’opera sono spuntati tubazioni del gas che non erano state segnalate dall’ente, tralicci dell’Enel da spostare, senza dimenticare l’intervento della Soprintendenza per il possibile ritrovamento (che poi non c’è stato) di reperti archeologici: un “sospetto” che ha reso necessaria la presenza durante gli scavi di due archeologi per tre anni.
Il guado. Ora è tutto pronto per la conclusione di Fibbiana 2, attraverso lo scavo dell’area interna fino a raggiungere la capacità d’invaso a suo tempo programmata. Il terreno di resulta sarà utilizzato per la realizzazione degli argini della cassa di espansione di Fibbiana 1 (in questo caso il volume di acqua “invasabile è di 2,8 milioni su una superficie di 59 ettari). Per permettere il passaggio dei camion per il trasporto della terra sarà realizzato un guado temporaneo sull’Arno, con tubi prefabbricati e scogliera in massi.
Il passo successivo. La cassa di Fibbiana 1 sarà collegata all’Arno mediante otto paratoie di accesso, che si apriranno solo quando il fiume avrà superato di un metro il livello della soglia di sfioro, posta a 28 metri sul livello del mare (che corrisponde indicativamente al livello di massima piena in corrispondenza del ponte di Empoli aumentato di circa 70 centimetri). L’immissione nella cassa è presidiata da organi mobili in modo da aumentarne l’efficienza e per renderne più flessibile il funzionamento.
Lavori. Sono stati affidati dall’Unione dei Comuni all’associazione temporanea di imprese formata dalla Vescovi Renzo spa e dalla società Inegnere Magnani srl. Il contratto è già stato sottoscritto e i lavori - che avranno una durata di trenta mesi - dovrebbero partire a inizio aprile.
Le soglie. Per l’evacuazione delle aree allagabili (dove sono presenti terreni coltivabili e anche un’azienda agricola, mentre il Golf Club Montelupo, in caso di entrata in funzione di entrambe le casse resterebbe isolato ma non allagato) gli idrometri di riferimento da considerare sono quelli di Ponte a Signa e Empoli. L’eventuale allertamento sarà dato dall’Unione dei Comuni se il livello dell’acqua all’idrometro del nuovo ponte di Empoli raggiungerà il livello di guardia a 3,50 metri. L’allarme scatterà invece se il livello dell’acqua all’idrometro di Empoli raggiungerà il livello di 5,85 m (livello di guardia a 4,50 m e massima piena a 7,10 m), con i sindaci che attiveranno la protezione civile per l’evacuazione delle aree interne alle casse. L’apertura delle paratie avverrà dopo che l’acqua avrà superato la quota di 1-1,50 metri, e cioè con l’arrivo della piena. Il deflusso dell’acqua nella cassa di espansione avverrà attraverso tre moduli separati, che entreranno in funzione mediante un sistema a cascata.
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