Il dolore
La bici “dimenticata” di Papa Francesco
Tre mesi dopo l’asta-flop, il mezzo è ancora in magazzino e l’Anpas non ha ricevuto un euro
CERRETO GUIDI. Che fine ha fatto la bicicletta benedetta e autografata da Papa Francesco? E che ne è stato di tutti quei cimeli che - andando all'asta - sarebbero serviti per aiutare la Pubblica Assistenza di Stabbia e la Misericordia di Cerreto Guidi?
Il 21 dicembre scorso, nei locali dell'Antonio Lupi, i promotori dell'iniziativa (con in prima fila Andrea Lupi, l'amministratore delegato dell'Antonio Lupi) provarono a vendere la "Papa Bike" ma non ci riuscirono. C'era poca gente e c'erano ancora meno soldi, tanto che venne venduto soltanto un quadro per complessivi trenta euro. Tutto il resto, compresa la maglia firmata dal campione del mondo di ciclismo Mark Cavendish, rimase lì. Tristemente. L'asta venne rinviata ma ad oggi sono passati novanta giorni e la situazione è rimasta la stessa.
A confermarlo è lo stesso Andrea Lupi: «Ci sono rimasto malissimo - ha raccontato l'imprenditore - per il poco seguito che l'iniziativa ebbe. Noi ci mettemmo soldi, tempo ed impegno ma la popolazione non collaborò. E mi dispiace ancora di più perché quei soldi sarebbero andati in beneficenza». Nel frattempo la Pubblica Assistenza di Stabbia non ha ricevuto niente e ha potuto riparare i danni (circa 50.000 euro) derivati dal tornado soltanto grazie ad un prestito di Anpas Toscana che - in tutta evidenza - dovrà prima o poi essere restituito. Il 19 settembre 2014 un mezzo dell'associazione andò distrutto e un altro (un'ambulanza) rimase danneggiato. Senza contare le ferite all'immobile, di proprietà della diocesi, che ha deciso di non stanziare fondi. Pertanto - se non fosse intervenuta Anpas Toscana - probabilmente la sezione di Stabbia della P.A. avrebbe chiuso. Una beffa, considerando che anche i volontari della sezione stabbiese presero parte ai tanti interventi di assistenza alla popolazione che seguirono il cataclisma. Nell'accordo fra gli organizzatori dell'asta i soldi sarebbero stati divisi a metà fra la Misericordia e la Pubblica Assistenza. Un peccato, indubbiamente. Strano però che non si sia riusciti a vendere la bici: l'attuale pontefice ha un "fascino" mediatico assolutamente innegabile, per cui il suo nome avrebbe dovuto attirare tanti compratori. E poi Stabbia è terra dove si mangia pane e ciclismo, altro fattore che in partenza poteva stimolare certi "appetiti". Forse, visto che tra maggio e giugno la stessa Antonio Lupi inaugurerà un nuovo showroom, quella potrebbe essere l'occasione per riprovare a vendere la bici del Papa (che ora si trova nella stessa azienda). Dispiace dirlo ma la solidarietà nei confronti di queste popolazioni non è stata per niente esaltante: dal conto corrente del Circondario sono arrivati 10.000 euro, da quello del Comune altri 40.000; in controtendenza soltanto il vicino Comune di Lamporecchio che ha donato 10.000 euro per ripristinare i giardini pubblici devastati dal tornado. Gocce nel mare dei danni del 19 settembre. (m.s.)
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