Il Tirreno

Empoli

Decine di case svaligiate grazie alle badanti-spia

di Matteo Leoni
Decine di case svaligiate grazie alle badanti-spia

Banda sgominata con una maxi-operazione della polizia: dodici arresti Hanno messo a segno furti anche Empoli, Fucecchio, Vinci e nel Pisano

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EMPOLI. Badanti di giorno, ladre di notte. Le due donne, Ina Nemsadze e Teona Silagadze, georgiane, erano il vero cuore criminale della banda di ladri con base operativa a Empoli, sgominata dagli investigatori del commissariato guidato dal dirigente Francesco Zunino e dalla squadra mobile di Firenze. Dodici persone, tra cui le due donne, nove loro connazionali e un bulgaro, che da mesi svaligiavano gli appartamenti di mezza Toscana. Altri due malviventi sono sfuggiti alla cattura e sono ricercati. Sono sospettati di decine di furti (15 quelli “certificati”), consumati a Empoli, Fucecchio, Vinci, Pisa, Pontedera, Firenze, Sesto Fiorentino, Genova e in altre località della Liguria e del Piemonte. Le badanti, le spie del gruppo, erano incaricate di individuare gli obiettivi. E infatti le case dove prestavano servizio venivano puntualmente svaligiate. Conoscevano gli orari in cui i proprietari erano fuori, sapevano dove erano nascosti soldi e gioielli, davano anche indicazioni precise sul tipo di serratura da scassinare. E poi partecipavano in prima persona ai furti.

I summit. Non si riposavano neanche la domenica. Tra un caffè e l’altro con le altre colleghe badanti, discutendo del più e del meno, chiedevano dettagli sulle case dove lavoravano le amiche, raccogliendo notizie preziose per individuare nuovi possibili obiettivi. Integrate, perfettamente in grado di parlare italiano, ispiravano fiducia alle famiglie che le assumevano. Poi le colpivano alle spalle. All’inizio la banda si muoveva principalmente su Empoli, ma poi, quando hanno iniziato a sentire sul collo il fiato degli investigatori, i criminali si sono spostati in giro per la Toscana e anche fuori regione, contando sulla fitta rete di contatti con la comunità georgiana sparsa sul territorio.

Il metodo. Il loro modus operandi era diverso da quello delle numerose bande di topi d’appartamento provenienti dall’Est Europa. Di solito questi gruppi si muovono su auto rubate, scelgono una zona e in una notte mettono a segno decine di furti, poi scompaiono. Invece i loro colpi erano sempre mirati. Grazie alla doppia vita delle badanti sapevano quali erano gli appartamenti in cui trovare un ricco bottino. Si appostavano fuori per intere giornate, in attesa che i proprietari uscissero, pur di mettere le mani su denaro e gioielli. Non c’era porta blindata che non sapessero aprire, e senza segni di scasso. Maestri nella tecnica del lockpicking, facevano scattare le serrature grazie a grimaldelli e chiavi modificate.

L’operazione. Le indagini che hanno permesso di incastrare l’organizzazione, coordinate dal procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, sono iniziate nell’ottobre del 2014, quando uno dei criminali, già noto alle forze dell’ordine per i suoi collegamenti con la mafia dell’Est Europa, fu visto uscire da un compro oro di Empoli, dove aveva fatto visionare alcuni gioielli di provenienza dubbia. La presenza di alcuni malviventi è stata inoltre accertata a Vinci in occasione di alcuni furti. Da qui, grazie a pedinamenti e intercettazioni, sia telefoniche che ambientali, gli investigatori hanno trovato il bandolo della matassa ricostruendo l’intera struttura organizzativa della banda.

Chi sono. I primi quattro georgiani sono stati bloccati i primi giorni dello scorso dicembre alla frontiera di Ventimiglia (da qui il nome “Linea di confine” all’operazione), mentre cercavano di espatriare. Si tratta di Michal Polak, Valeri Dularidze, Iliya Kochev e Besik Mamaladze. Sotto le feste di Natale l’arresto, su misura di custodia cautelare in carcere, delle due donne e di altri tre componenti del gruppo (Aleksandr Buduashvili, Demuri Gobeijshvili, Ushang Gorgodze), tra Pisa, Empoli, San Miniato e Montopoli. Gli ultimi tre arresti (Daviti Shubitidze, Shakro Eliashvili e Tamazi Mdivani) sono stati fatti nei giorni scorsi a Firenze.

Il bottino. Molta la refurtiva recuperata, tra cui orologi di lusso, bracciali in oro e anelli con diamanti, ma anche televisori, telecamere, Ipad. Buona parte degli oggetti è stata restituita ai proprietari. «La banda – ha spiegato il procuratore capo Giuseppe Creazzo – è stata scoperta grazie all’acume degli agenti della squadra mobile e del commissariato di Empoli, che sono riusciti a risalire alla responsabilità di queste persone, che mettevano a segno furti in maniera seriale.

I consigli. «Non voglio criminalizzare nessuno – ha detto il questore di Firenze Raffaele Micillo – ma i cittadini devono stare molto attenti a chi si mettono in casa. Sia che si tratti di badanti, ma anche di persone che fanno lavori in casa o traslochi. Se non si ha a che fare con una ditta seria, si corre il rischio di brutte sorprese». Poi un appello ai cittadini: «Gli arrestati sono persone che vivono per fare questi reati. La polizia ottiene molti risultati, ma da soli non facciamo molta strada. Chiediamo ai cittadini di fare la loro parte. Segnalate, fateci sapere. Poi a verificare la fondatezza della segnalazione ci pensiamo noi». Intanto, i cittadini possono difendersi dai ladri con piccoli accorgimenti, come ad esempio installare porte blindate, dare sempre le mandate quando si esce di casa, e se ci assenta per lunghi periodi lasciare sempre una luce accesa, perché la maggior parte dei ladri predilige gli appartamenti dove non ci sono persone. A questo scopo, meglio non pubblicizzare troppo i propri spostamenti. Riporre gli oggetti di valore in una cassaforte sicura, ricordando che i primi posti esaminati dai ladri sono armadi, cassetti, vestiti, vasi, letti e tappeti. Nel caso in cui rientrando a casa si trovi la serratura manomessa, non toccare nulla e chiamare subito il pronto intervento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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