Il Tirreno

Empoli

«Ora basta, siamo pronti a fare i nomi»

Il grido del segretario Rossano Rossi: «Il circondario è diventato terra dell’ipocrisia»

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EMPOLI. Un «basta» secco e deciso. È quello che la Cgil manda alle cooperative destinatarie degli appalti nell’Empolese Valdelsa, che oggi sono nell’occhio del ciclone per il modo in cui trattano i lavoratori.

Non ci sta Rossano Rossi segretario del sindacato per l’Empolese Valdelsa che lancia un grido d’allarme preciso. «Siamo nella terra dell’ipocrisia – dice – sembra di essere tornato nel Sud degli Stati Uniti durante la guerra civile. Nel nostro circondario abbiamo le ville dei signori e i lavoratori ridotti ad una vera e propria schiavitù». Parole dure, dirette, ma che rendono bene l’idea di come il momento sia critico. «Purtroppo anche la nostra zona è colpita dai problemi inerenti all’assegnazione degli appalti, così come i lavoratori operano sottostando a delle condizioni. Noi siamo stufi, adesso è il momento di darci un taglio. Per questo siamo pronti settimanalmente ad organizzare delle conferenze in cui vengono fatti i nomi delle aziende e delle cooperative che si macchiano di queste colpe, analizzando caso per caso tutte quelle aziende o cooperative che ricevono lavori in appalto».

Ma Rossi con tono severo si rivolge anche agli enti pubblici che spesso antepongono i bassi costi alla qualità del servizio che viene offerto a discapito dei lavoratori e dei cittadini. «Non abbiamo problemi – prosegue il segretario della Cgil – a fare i nomi di quegli enti pubblici che affidano opere a chi offre servizi scadenti per gli occupati come per l’intera comunità. È anche per tutelare tutte queste persone che vivono in una specie di forme di schiavitù che domani saremo presenti in molte zone di Empoli per portare avanti la nostra raccolta di firme per una nuova proposta di legge sull’assegnazione degli appalti (vedi articolo a destra, ndc). Il nostro obiettivo è quello di tutelare i lavoratori da certi tipi di condizioni a cui sono sottoposti. E non si tratta di casi sporadici, ma frequenti sia nel pubblico che nel privato e che colpiscono tantissime categorie - conclude Rossi -. Da chi lavora nell’agricoltura alla logistica, dai servizi al turismo». (a.m.)

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