Il Tirreno

Empoli

I nuovi schiavi dentro le coop a 4 euro l’ora dall’alba al tramonto

di Alessandro Marmugi
I nuovi schiavi dentro le coop a 4 euro l’ora dall’alba al tramonto

Dati choc dai controlli dell’Inps e dell’Inail. E la Cgil denuncia: «Due terzi di quelle nel territorio sono irregolari» Situazioni simili sia nel pubblico che nel privato. E scatta anche il timore di infiltrazioni di tipo malavitoso

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EMPOLI. Due terzi delle cooperative nell’Empolese Valdelsa è irregolare. A lanciare l’allarme è la Cgil che, in occasione della promozione della proposta di legge riguardo alla situazione degli appalti, fa una fotografia della situazione delle coop a cui questi appalti vengono assegnati. Sia per quanto riguarda l’ ambito pubblico che quello privato. Un fotografia drammatica che evidenzia come i lavoratori siano costretti a lavorare per una manciata di euro all’ora (siamo sui quattro euro) senza oltretutto veder riconosciuti i loro diritti. Ma non finisce qui perché, secondo quanto spiegato dalla Cgil, si avrebbe a che fare anche con la corruzione e con possibili infiltrazioni della malavita.

I numeri. I dati choc arrivano dai controlli che sono stati effettuati da Inps e Inail nel settore cooperative nell’arco dell’intero 2014 (dal primo gennaio al 31 dicembre). Numeri resi noti ora e che sono da stropicciarsi gli occhi. Su sessanta cooperative controllate nella provincia di Firenze addirittura quaranta hanno presentato delle irregolarità. Nei controlli sono anche emersi 210 lavoratori irregolari e 2 in nero. In totale sono stati recuperati contributi e premi evasi per 371.349 euro.

Un dato provinciale che come spiega Rossano Rossi, segretario della Cgil non si distanza molto da ciò che accade nell’Empolese Valdelsa. Anzi. «Per tante altre situazioni – dice il segretario Rossi – l’Empolese Valdelsa era rimasta una sorta di mosca bianca, ma purtroppo in questo caso non è così. I dati che emergono dai controlli rispecchiano anche quanto accade nel nostro territorio. Anzi non so se sono troppo pessimista ma probabilmente forse superiamo anche i 2/3 di irregolarità».

Senza diritti. Il quadro che ne viene fuori è assolutamente preoccupante, tutte queste irregolarità si riversano sui lavoratori che faticano vedendosi negati tantissimi dei loro diritti più importanti. Nello specifico le infrazioni riguardano il mancato pagamento delle retribuzioni, oppure degli straordinari, appalti di tipo irregolare ma anche il lavoro in nero. E così i lavoratori vivono in una vera e propria condizione di sfruttamento con trattamenti di assoluto sfruttamento. Si va dal lavoro pagato 6-7 euro l’ora fino ad arrivare ai soli 4 euro, ma lo sfruttamento avviene anche da un punto di vista dell’orario, come quando in barba a tutto c’è anche chi lavora 15-16 ore al giorno. Per non parlare poi della facilità con cui i lavoratori rimbalzano come palline da tennis da una cooperativa all’altra. «Inutile che vengano fatti protocolli dall’Unione dei Comuni per evitare il massimo ribasso degli appalti quando già esiste la legge regionale del 38 del 2007 – aggiungono il segretario Rossi e Massimiliano Fabozzi della Filcams Cgil – purtroppo questa esternalizzazione non sta producendo niente di buono sia nel pubblico che nel privato».

I casi emblematici. I casi di cooperative fuori dalle regole e che sfruttano i dipendenti attraversano trasversalmente pubblico e privato ma anche un vasto numero di attività, dall’agricoltura alla logistica, dai trasporti all’assistenza dei disabili. E all’ Inps sono arrivate numerose denunce da persone costrette a svolgere il proprio mestiere in condizioni davvero estreme. «I casi si stanno diffondendo a macchia d’olio - racconta Francesco Baccanelli della Flai-Cgil – anche nel mondo dell’agricoltura e del settore alimentare, che in particolare riguardano il lavoratori stagionali. Nell’Empolese abbiamo addirittura 1.200 lavoratori agricoli appaltati a cooperative o aziende agricole e tra questi i casi dove si presentano problematiche sono tantissimi.

Le squadre dall’estero. In molti si affidano alle cooperative per il costo allettante ma poi va a finire che ai lavoratori non vengono pagati contributi, che dei venti giorni di lavoro che hanno fatto, soltanto due vengono pagati regolarmente e gli altri invece vengono pagati in nero». Senza contare poi che spesso e volentieri vengono assoldate vere e proprie squadre di “lavoratori fantasma” che arrivano direttamente dall’estero, spesso dai paesi dell’Est, vengono pagati in modo irregolare e se ne tornano al loro paese se non fossero mai esistiti».

L’affitto di ramo d’azienda.Come se non bastasse poi queste coop si muovono sul filo della legalità. «Purtroppo spesso le aziende private – spiega Donatella Galgani della Filcams Cgil – si muovono in bilico tra l’appalto e l’affitto di un ramo dell’azienda. Sempre più spesso appaltando solo e soltanto al massimo ribasso riuscendo ad eludere i controlli».

Il settore pubblico. E come se non bastasse non è esente il settore pubblico da queste irregolarità. Anche qui la situazione è tale da provocare preoccupazione da parte del sindacato. «Purtroppo nessun ambito sembra essere escluso nemmeno quello delle cooperative sociali - evidenzia ancora Beatrice Ciofi del settore Funzione pubblica della Cgil – dove si cerca di inserire nel mondo del lavoro persone con handicap oppure con invalidità. Anche in questo caso troviamo persone pagate con cifre che sono davvero impensabili, oppure lavoratori che hanno firmato aspettative su richiesta e sono rimaste a casa dei mesi per poi essere richiamate a lavorare solo per una notte oppure anche soltanto il giorno di Capodanno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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