Sicurezza
Emergenza aule a Empoli, Barnini chiede interventi immediati
Alle superiori manca lo spazio per dieci classi, si fa già lezione anche nei laboratori e in una biblioteca. Intanto gli edifici cadono a pezzi: pareti sfondate e porte senza maniglie. E mancano i soldi per la gestione
EMPOLI. Il problema degli spazi negli istituti superiori della città sta diventando insostenibile. A sottolineare l’emergenza è la stessa amministrazione comunale, che denuncia per il prossimo anno una carenza di circa dieci aule. Ma ad entrare nel merito sono i dirigenti scolastici empolesi. C’è chi fa lezione all’interno dei laboratori. Chi, addirittura, è stato costretto a chiudere la biblioteca per ritagliare lo spazio per una classe. O ancora chi è alla disperata ricerca di fondi per rimettere in sesto aule “che cadono a pezzi”. Il tutto mentre si aprono fronti di discussione su come ridurre i costi di gestione dei servizi scolastici, come ad esempio la contrazione dell’orario scolastico o la ricerca di nuovi spazi per risparmiare sulle spese di affitto.
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Senza risorse da investire e con le iscrizioni che di anno in anno si fanno sempre più numerose, il problema è diventato emergenza e adesso anche gli escamotage per andare avanti un anno ancora non sono più possibili. Ne sa qualcosa Tommaso Bertelli, dirigente del liceo Pontormo, che quest’anno per riuscire a trovare una sistemazione a tutti ha dovuto chiudere persino la biblioteca. «Non so più come fare – spiega – ho esaurito ogni spazio fisicamente utilizzabile per fare lezione. Per il prossimo anno abbiamo due classi in più e non so dove piazzarle. Se la situazione rimarrà questa sarò costretto a introdurre l’orario pomeridiano e fare lezione su turni. Spero sinceramente che l’interesse da parte delle istituzioni non rimanga solo teorico».
A questo proposito, nella giornata di oggi è previsto un incontro nei locali dell’Unione dei Comuni tra i dirigenti e Simona Rossetti, sindaco di Cerreto e delegato di zona alla scuola. «Speriamo di riuscire a trovare delle soluzioni a questo problema – si augura Alessandro Marinelli, preside del Virgilio – gli incontri con le istituzioni, sia con il delegato della Città metropolitana che con l’amministrazione comunale, sono avviati, ma abbiamo bisogno di risposte urgenti. Il prossimo anno noi avremo 13 nuove prime, due in più rispetto a quest’anno e non ho più aule: in questi anni abbiamo usato oltre modo ogni spazio disponibile, compresi i laboratori, da gravare anche sulla capienza massima degli edifici. Questo purtroppo va a scontrarsi con un trend, quello della crescita del bacino di utenza degli studenti che va oltre il territorio empolese, che sarebbe positivo ma che rischia di diventare una risorsa perduta per il territorio. Siamo attrattivi, molto attrattivi, ma non siamo in grado di cogliere questa occasione».
Quello della carenza di spazi, peraltro, non è l’unico problema. Accanto ad esso c’è tutta la partita della manutenzione e delle ristrutturazioni che urgono. «Abbiamo aule che dire indecorose è dire poco – attacca la Daniela Mancini, preside del Ferraris-Brunelleschi – ci sono edifici, come parte del vecchio Ferraris, del Professionale o della sede di Geometri, che cadono a pezzi. Ci ritroviamo con pareti sfondate nelle classi, con porte senza più maniglie e quant’altro. Ma non ci sono soldi nemmeno per la manutenzione ordinaria. Tuttavia, senza riqualificare il patrimonio già esistente è difficile intravedere anche margini di crescita».
Più margini di azione sembrano, invece, averli i due istituti non empolesi: sia all’Enriques di Castelfiorentino che al Checchi di Fucecchio i dirigenti Patrizia Paperetti e Graziano Magrini si dicono per ora tranquilli per il prossimo anno. Tornando a Empoli, nei giorni scorsi Umberto Vacchiano del gruppo Linea Civica aveva sottolineato il problema denunciando che «le carenze dei nostri poli superiori ci ripresenteranno anche il prossimo anno un conto salatissimo che sarà pagato da studenti e insegnanti».
Tuttavia il sindaco di Empoli, nonché vicesindaco della Città metropolitana, Brenda Barnini ha lanciato un appello all’ente e al delegato all’edilizia scolastica Giampiero Mongatti per trovare risposte per l’Empolese. «Stando ai numeri emerge un fabbisogno di circa dieci aule in più, sollecito la Città metropolitana a muoversi quanto prima per non dover affrontare un’emergenza a settembre».
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