Toscana
Appalti, accordo contro le infiltrazioni mafiose
EMPOLI. Il vicesindaco di Empoli Franco Mori era presente alla firma del protocollo avvenuta a palazzo Medici Riccardi dal prefetto di Firenze Luigi Varratta e da tutti i 42 sindaci della Città...
EMPOLI. Il vicesindaco di Empoli Franco Mori era presente alla firma del protocollo avvenuta a palazzo Medici Riccardi dal prefetto di Firenze Luigi Varratta e da tutti i 42 sindaci della Città Metropolitana di Firenze, alla presenza del sottosegretario all'interno Domenico Manzione. Un accordo che intende salvaguardare i contratti pubblici dai tentativi di infiltrazione delle criminalità organizzate.
«Non è una novità per il Comune di Empoli, come amministrazione siamo sempre stati sensibili a questo tipo di problematica - ha detto il vicesindaco Mori - nei nostri bandi di gara erano già presenti parametri del tutto simili a quelli proposti nell'accordo appena firmato. Il vantaggio è che adesso i tempi di risposta della prefettura di Firenze si accorciano notevolmente. Per esempio si passa da 45 giorni a un mese. E per lavori urgenti da 15 giorni a una risposta immediata del Ministero».
Il protocollo introduce una serie di clausole: «Nei bandì la grande novità sarà il fatto che in caso ci sia un'infiltrazione è prevista la revoca in danno del contratto e poi l'introduzione di una penale da 15% del valore. Una novità che rafforza il sistema di protezione dei bandi pubblici e garantisce al cittadino, e quindi all'amministrazione comunale, il recupero di cifre importanti. Si stringe ancora di più una maglia difensiva nei confronti di infiltrazioni malavitose nel sistema degli appalti pubblici. Ci si impegna peraltro a non vendere o dare in locazione immobili comunali a persone o società che abbiano precedenti di questo tipo». «Negli anni in cui sono stato assessore - conclude Mori, che è in carica dal 2012 nei due mandati - negli appalti aggiudicati dal Comune mai è risultato la presenza di tentativi di infiltrazioni. Grazie a questo protocollo si tiene ancor di più alta la guardia».
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