Sicurezza
Bimbo rinuncia a un dono e dà i soldi a Ventignano
Leonardo e la sua famiglia hanno deciso di devolvere alla struttura che segue i ragazzi autistici la somma stanziata per le bomboniere della Comunione
FUCECCHIO. Bel gesto - l'ultimo di una lunga serie - di solidarietà nei confronti dei ragazzi della Casa di Ventignano: stavolta protagonista una famiglia fucecchiese, che ha deciso di devolvere i soldi che avrebbe speso per le bomboniere del figlio che a maggio farà la prima comunione.
La famiglia è composta dal padre Alessandro Nacci, dalla madre Cristina Benvenuti e dal figlio Leonardo. Hanno voluto devolvere quanto avrebbero speso per le consuete bomboniere che si regalano ad amici e parenti in queste circostanze in favore dei progetti di vita dei ragazzi che frequentano il progetto agricoltura a Ventignano.
«Un grande gesto di attenzione ai figli più deboli di questa comunità - ha sottolineato il presidente di Autismo Toscana Marino Lupi - nel momento in cui questa famiglia si accinge a vivere una grande gioia come quella della Prima Comunione. Grazie amici e tanti tanti auguri sinceri al piccolo Leonardo da tutti noi e da tutti gli operatori e da tutti i ragazzi che lavorano per diventare adulti».
Come detto in partenza si tratta dell'ennesimo gesto di solidarietà nei confronti della struttura che ospita più di trenta ragazzi affetti da autismo: struttura che - il 10 novembre scorso - venne colpita da un fulmine che la devastò e portò al ferimento di alcuni operatori, con la fortuna che nessun ragazzo venne coinvolto. Da lì si è mosso il mondo della società civile locale, con tantissime donazioni, dai 15 a 15.000 euro, impiegate per acquistare una casetta in legno che funge da magazzino e laboratorio. Questo perché nel frattempo sono andati avanti i lavori all'impianto elettrico - andato distrutto - e all'esterno dell'immobile. L'amministrazione comunale ha messo a disposizione 120.000 euro tramite una variazione di bilancio. Ad inizio aprile ne è prevista la riapertura.
Un centro che ha una consistente vitalità e che sta lavorando molto anche nell’ottica dell’inserimento professionale dei ragazzi, in particolare nel settore della produzione agricola .
E che sta portando avanti una battaglia per rimanere aperto 365 giorni. Anche con una soluzione "artigianale"(vedi pezzo sotto). Tanto che il presidente Lupi ha proposto :«La struttura è aperta 218 giorni durante l’arco dell’anno. Noi siamo comunque qua a disposizione, diremo ai genitori che se vogliono possono portarci i ragazzi».
« Purtroppo toccherà a loro - ha concluso il presidente - perché i trasporti dedicati ai ragazzi in quei giorni di chiusura non sono previsti».
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