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Appello per ridurre i giorni di chiusura

Appello per ridurre i giorni di chiusura

Il presidente Lupi: «Il centro sta aperto 218 giornate, per il resto dell’anno abbiamo grosse difficoltà»

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FUCECCHIO. Un appello alla Asl 11, per far sì che la Casa di Ventignano diventi ancora di più una casa vera e propria per i ragazzi che ospita: a lanciarlo è Marino Lupi, presidente di Autismo Toscana, che chiede di diminuire i giorni di chiusura della struttura lungo tutto l'anno. Ad oggi il centro per autistici sta aperto tassativamente per 218 giorni annui: il resto dell'anno se ne va per le festività ma non solo.

Ci sono anche altri 36 giorni nei quali - lamenta Lupi - la struttura sta chiusa per motivi di budget: « Le persone che hanno in casa un ragazzo autistico sanno quante attenzioni comporti: bisogna seguirlo, impegnarlo, evitando che passi le giornate a bivaccare davanti alla tv. Ci siamo riusciti ma non per tutto l'anno. Per legge (la 104/1992) chi ha un figlio disabile ha a disposizione 36 giorni l'anno di permessi per accudire il figlio. Perché va detto, quando i ragazzi non sono a Ventignano stanno nelle loro case. E di conseguenza ci devono essere anche i genitori, che per questo devono lasciare il lavoro. Senza dimenticare che - se il ragazzo si ammala - non hanno i giorni di permesso necessari per seguirli. Quindi si devono arrangiare. Io la vedo come un'interruzione di servizio. Il nostro diritto dovrebbe durare tutto l'anno, non 218 giorni».

Ad esempio la struttura chiude ininterrottamente per tre settimane d'agosto e per tutte le festività natalizie, fino a dopo l'Epifania. Giorni definiti "lunghissimi ed infiniti" dal presidente di Autismo Toscana. La casa, nell'ottica di Lupi, dovrebbe essere più aperta ai ragazzi, anche per venire incontro alle esigenze delle loro famiglie, che già si trovano a gestire una patologia non semplice:« Non è un problema di budget puro - continua Lupi - quanto di volontà di investirlo lì. A volte mi viene da pensare che si consideri la casa come un doposcuola, una piscina o una scuola di musica. Non è così, lasciare a casa questi ragazzi fa loro male, perché non sono impegnati e non imparano nulla di nuovo nel loro percorso di inserimento lavorativo. Quest'anno, considerato quanto è successo il 10 novembre, vista la chiusura forzata della casa a causa del fulmine, in cuor nostro la speranza era che i giorni in cui la casa era stata forzatamente chiusa fossero scalati dai giorni totali. Ma niente. Il nostro diritto si ferma a 218 giorni. Fulmini o non fulmini. Queste le decisioni della Asl 11. E la politica? I sindaci? La Regione? tutti d'accordo? Tutto questo provoca una grande tristezza». Quel fulmine - paradossalmente - fece conoscere la Casa oltre i confini locali, tanto che la beneficenza scaturita per riparare i danni fu straordinaria. E' stato acquistato anche un prefabbricato in legno, che funge da magazzino, da laboratorio e non solo. Questo in quanto l'immobile vero e proprio riportò gravissimi danni. (m.s.)

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