Proteste
«Comprate empolese» Parte l’appello del sindaco
EMPOLI. «Comprate empolese». Questo è l’appello partito dal sindaco Brenda Barnini dopo la notizia della chiusura di un negozio storico, quello di calzature “La Fiorentina”. Questo anche dopo le...
EMPOLI. «Comprate empolese». Questo è l’appello partito dal sindaco Brenda Barnini dopo la notizia della chiusura di un negozio storico, quello di calzature “La Fiorentina”. Questo anche dopo le numerosissime reazioni sui social network. Sulla pagina Facebook del Tirreno di Empoli, i commenti e le critiche non sono mancati. Molti hanno espresso il dispiacere proprio perché “La Fiorentina” è uno di quei negozi che hanno accompagnato (e scritto) la storia della città. Ma molti hanno anche tirato in ballo l'amministrazione comunale. «Purtroppo a Empoli l'importante è che funzioni il centro commerciale», scrive Antonio Bartolini, mentre Giorgio Cioni chiama in causa direttamente il sindaco Brenda Barnini: «Non le interessa, è concetrata sui matrimoni gay per ottenere visibilità».E il primo cittadino, appunto, ha replicato dicendosi prima di tutti dispiaciuta per la chiusura, e ringraziando la famiglia Marini per quando fatto in questi tanti anni di attività, ma chiamando in causa anche la crisi economica e tirando le orecchie a chi, in realtà, polemizza sulla fine del negozio senza aver mai fatto acquisti lì dentro. Invocando, di fatto, maggiore «campanilismo» negli acquisti.
«Leggo confermata la notizia che avevo saputo qualche tempo fa dal proprietario che a breve chiuderà il negozio di scarpe - spiega - Da empolese e da cliente storica del negozio mi dispiace molto, l'ultimo paio di scarpe che ho comprato risale a due mesi fa e le ho prese da loro. Ma come molti altri penso che riuscire a comprare più di un paio di scarpe a stagione non è possibile, anzi sono pochi quelli che arrivano a 4 paia all'anno. Allora mi domando come possiamo immaginare che per arginare un problema che è anche e soprattutto di possibilità economiche di ognuno di noi possa bastare l'intervento dell'amministrazione comunale che tutto può fare tranne aumentare il nostro potere d'acquisto?» E poi «mi domando anche: quanti dei miei concittadini che in queste ore stanno cantando il poema de “La Fiorentina” compravano regolarmente scarpe in quel negozio? Forse per far ripartire il Giro anche un po' di sano campanilismo negli acquisti che facciamo potrebbe servire».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google