Sicurezza
Il Comitato sfida Rossi e lo invita a Certaldo
Gli avversari del progetto S. Paolo non si fidano e temono l’avvio delle trivelle «Vogliamo che il presidente della Regione venga qui a darci chiarimenti»
CERTALDO. Il Comitato Difesa e Tutela della Valdelsa vuole Enrico Rossi a Certaldo venerdì 20 marzo per ribadire davanti alla comunità il suo no all’estrazione del gas nel sottosuolo. Una sorta di sfida che il Comitato lancia per tenere alta l’attenzione sul tema legata alla caccia di anidride carbonica.
Il Comitato non si fida, sensibilizza i cittadini e aspetta “il tanto promesso blocco delle trivelle”. L’incontro che si terrà il 20 marzo a Certaldo vedrà la partecipazione dei sindaci di Certaldo, Giacomo Cucini, Barberino Val d’Elsa, Giacomo Trentanovi e di San Gimignano, Giacomo Bassi. Il presidente Enrico Rossi a Pozzale aveva ribadito nelle scorse settimane che la Regione avrebbe respinto il parere favorevole dei suoi uffici legati all’avvio della realizzazione di due pozzi per la ricerca del gas nel sottosuolo a 700 metri di profondità.
La giunta pochi giorni dopo ha ratificato questa decisione, comunicandola alla Lifenergy di Massimo Piazzini che adesso si prepara ad allestire il ricorso al Tar per annullare questo no che di fatto rallenta la ricerca del gas.
Un incontro, quello del 20 marzo, dove gli interlocutori sono «i soggetti che più di tutti possono illustrare alla popolazione l’esito che avrà il progetto estrattivo».
Insomma lo stop paventato dalla Regione al progetto ‘San Paolo’ della Lifenergy non convince gli agricoltori e i cittadini contrari all’estrazione del gas.
«La Regione Toscana sta consentendo, di fatto, di realizzare nel cuore della Valdelsa, a Certaldo, una centrale mineraria per l'estrazione del più pericoloso dei gas serra, la C02 - va avaanti il comitato - Quando questa sostanza si potrebbe prendere dall'aria, ove ce n'è in eccesso, e quando tutto il resto del mondo tenta di reimmetterla sottoterra».
E mentre la politica rispolvera vecchi trucchetti da consenso elettorale in vista delle prossime elezioni amministrative, promettendo ciò che non potranno dare, le lobby delle trivelle e delle estrazioni minerarie ottengono carte e permessi che permettono loro di depredare il nostro territorio a norma di legge” spiega una nota del comitato.
Per questo motivo sabato 7 marzo una folta delegazione era a Firenze, assieme a tanti comitati e associazione, per manifestare contro il Pit (Piano di indirizzo territoriale) che la Regione Toscana si accinge ad approvare.
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