Il Tirreno

Empoli

Tasse scontate a chi affitta con il canone concordato

di Marco Pagli
Tasse scontate a chi affitta con il canone concordato

Il Comune annuncia un patto con Sunia e proprietari per abbattere le locazioni Previsto l’accesso alla cedolare secca e sgravi su Tasi, Tari e Imu

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EMPOLI. Per scalare la montagna del problema abitativo a Empoli l’amministrazione sta pensando di attaccare una nuova parete. Si chiama “patto territoriale per affitti agevolati” e ha l’ambizione di creare un punto di contatto tra domanda e offerta, mai come ora così distanti ma allo stesso tempo necessari l’una per l’altra. L’abisso che le divide si riassume con un patrimonio di centinaia di abitazioni sfitte – nel circondario le stime del Sunia parlano di 6mila case vuote – a fronte di una richiesta da parte di potenziali affittuari in crescita. Un’aberrazione del mercato, a cui il pubblico è nuovamente chiamato a porre rimedio. Come? Il patto è una prima risposta, che integra le altre misure messe in campo. In sostanza, il Comune farà da garante tra sindacato degli affittuari e organizzazioni della proprietà immobiliare per la stipula di contratti di locazione a canone concordato. Da una parte i proprietari potranno accedere al regime della cedolare secca (abbassata per il quadriennio 2014-2017 al 10%) e ad una serie di sgravi fiscali sulle tasse locali (cioè Tasi, Tari e Imu).

Dall’altra gli inquilini potranno contare su canoni di affitto decisamente più bassi rispetto a quelli imposti dal mercato. «Finora si è pensato di dare risposta alla problematica dell’abitare solo con l’edilizia residenziale pubblica – spiega l’assessore al sociale del Comune di Empoli, Lucia Mostardini – ma questa oggi non può rimanere l’unica via. La casa popolare non può rispondere al disagio e all’emergenza con la frequenza e il tempismo che la crisi richiede. Delle 400 persone che ho incontrato nei primi mesi del mio assessorato, il 90% circa era per disagio abitativo».

Le fa eco il sindaco Brenda Barnini: «Il problema casa è uno dei maggiori fattori di tensione sociale – afferma – ma ha molteplici facce. Di conseguenza stiamo cercando di affinare politiche diverse che vadano incontro più possibile alle richieste, ma con soluzioni attuabili e concrete. A fronte di ciò, il patto punta a dare risposta a quella larga fetta di popolazione che avrebbe i mezzi per rendersi autonoma, ma che non può sostenere canoni di affitto da 600-700 euro. Il patto servirà a rendere conveniente il contratto ad entrambe le parti e allo stesso tempo ridurrà sensibilmente la morosità». La nuova misura andrà ad integrare una serie di misure messe in campo per tamponare il disagio abitativo. Come ad esempio gli appartamenti in affitto agevolato – sono 30, di proprietà dell’ex Consorzio Etruria e della Fondazione San Girolamo Emiliani – assegnati tramite bando dell’Unione dei Comuni. Oppure il contributo affitto per il quale il Comune, attraverso un fondo nazionale, eroga un aiuto economico per il pagamento dell’affitto. E ancora il progetto regionale “GiovaniSì”: si tratta di un contributo al pagamento del canone di locazione riservato a giovani toscani di età compresa tra 18 e 34 anni della durata di tre anni. Altra cosa ancora sono gli interventi per l’emergenza abitativa, che vengono gestiti da un apposita commissione dell’Unione dei Comuni. Si va dai contributi economici alle soluzioni abitative di emergenza. Sul primo fronte ci sono due misure: un bando per la prevenzione degli sfratti per morosità – per il 2015 al circondario sono stati stanziati dalla Regione 61.505 euro – e i contributi per la morosità incolpevole per i comuni ad alta densità abitativa, per cui Empoli ha a disposizione quest’anno 36.357 euro. Mentre sul secondo fronte si procede ad una assegnazione temporanea – da 3 a 6 mesi – in alloggi con la formula della coabitazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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