Sicurezza
Poliziotta multata dal questore parte lo scontro con il sindacato
All’agente è stata contestata la mancanza di sei certificati che risalgono a malattie del 2011 e 2013 Il Consap: «Se la collega non avesse presentato la documentazione sarebbe stata richiamata subito»
EMPOLI. È stata multata dal questore una poliziotta di Empoli, dalla sua busta paga saranno detratte alcune centinaia di euro perché non ha presentato sei certificati medici. Ma le attestazioni di malattie che mancano risalgono al 2011 e 2013. Da qui è scattata la protesta del sindacato Consap (Confederazione sindacale autonoma di polizia). «Una contestazione che in tanti anni di sindacato non avevo mai visto - spiega il segretario nazionale Gianluca Pantaleone del Consap - siamo pronti ad avviare un’ indagine ispettiva delle carte dopodiché presenteremo un esposto alla procura della repubblica competente al fine di far valutare se da quanto recepito e segnalato possono emergere fatti costituenti reato».
Questi i fatti che risalgono ad alcuni mesi fa: il questore di Firenze Raffaele Micillo ha avviato una contestazione disciplinare a carico della poliziotta di Empoli accusandola di non aver mai presentato al suo ufficio i relativi certificati medici, tre per l’anno 2011 ed altri tre per l’anno 2013.
Da qui il questore Micillo ha firmato l’addebito di illecito amministrativo per la poliziotta che lavora al commissariato di Empoli . Gli è stata contestata una sanzione pecuniaria. In pratica le verrà decurtato lo stipendio, ancora non è stato definito l’importo di quella che possiamo definire una multa, in genere si tratta di un quinto del suo stipendio. Non solo: la donna avrà anche un ritardo nella progressione della sua carriera.
Ancora materialmente i soldi non sono stati detratti ma il questore ha già firmato i fogli che autorizzano il procedimento.
Per il sindacato Consap, però, tutto questo non è accettabile. E su delega dell’agente, il segretario Pantaleone è disposto ad andare avanti e rivolgersi anche alla procura della Repubblica di Firenze se sarà necessario. «Il poliziotto quando è malato ha l’obbligo di far pervenire nel più breve tempo possibile apposito certificato medico che dovrà essere sottoposto al reparto di appartenenza e poi all'ufficio sanitario della polizia - spiega il Consap - se nel tempo di un giorno o poco più all’ufficio dipendente non giunge la certificazione medica il responsabile del medesimo ufficio ha il preciso dovere di intervenire immediatamente nei confronti del poliziotto per farsi recapitare la certificazione».
Quindi secondo il segretario nazionale non è possibile che questa documentazione manchi. Altrimenti l’agente empolese sarebbe stata richiamata nell’arco di tre giorni dalla sua assenza. «Noi siamo così sicuri del procedere di questo meccanismo per i casi di malattia - va avanti - che non ci facciamo neppure rilasciare la ricevuta. E così ha fatto la collega». In pratica la poliziotta non ha più nessun documento che attesti la presentazione dei suoi certificati.
« Il questore Micillo - va avanti Gianluca Pantaleone - dopo quattro anni attua una verifica delle carte, non trova ben sei certificati medici e invece di intraprendere una inchiesta amministrativa sui responsabili del suo ufficio per ricorrere alla verità e ad eventuali e severe discipline nei loro confronti, gira completamente la frittata, agisce sulla poliziotta che all’epoca era malata accusandola di non aver mai presentato i certificati medici».
«Un accusa del tutto infondata sia per quanto riferito dalla stessa, sia per la gestione logica delle pratiche sanitarie secondo la normativa vigente - conclude il segretario - dove un' eventuale mancanza della certificazione avrebbe dovuto scatenare nell’immediatezza non poche procedure attuative a partire dallo stesso ufficio e a seguire da quello sanitario della polizia di stato».E per contrastare le azioni del questore sono già fatte azioni. Il sindacato ha deferito il comportamento del questore Micillo al capo della polizia. «Dopodiché - conclude - vogliamo vedere le carte e approfondire la verità perché non è la poliziotta a doversi giustificare ma è il questore che ci deve dei chiarimenti». La questura, fa parte sua, fa sapere di non avere nessun commento da fare sulla vicenda. (l.a.)
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