Il Tirreno

Empoli

Si allenta il patto di stabilità bloccati “solo” 9 milioni

Si allenta il patto di stabilità bloccati “solo” 9 milioni

Ma i sindaci sono perplessi perché dovranno comunque accantonare risorse per coprire i crediti di dubbia esigibilità (multe e oneri di urbanizzazione)

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EMPOLI. Ufficialmente il patto di stabilità si allenta. Nell’Empolese Valdelsa si passa dagli oltre dieci miliardi di euro bloccati lo scorso anno agli 8 milioni e 770mila euro di quest’anno. Nel 2015 si assisterà, dunque, ad una diminuzione del 13% degli obiettivi. Anche se ciò non riguarderà la totalità degli undici comuni, visto che per due di questi – Cerreto e Montespertoli – i tentacoli del patto di stabilità si allungano invece che accorciarsi. Detto questo, a pesare sulla bontà della notizia c’è un altro “ma” che lascia perplessi gli amministratori del circondario, ad una prima occhiata tutt’altro che entusiasti della modifica. Il perché di questo atteggiamento è presto svelato: da quest’anno, infatti, accanto ai soldi congelati per raggiungere l’obiettivo del patto (che non a caso è definito “lordo”), i Comuni dovranno accantonare risorse per coprire i crediti di dubbia esigibilità, come ad esempio le multe o gli oneri di urbanizzazione.

«Non credo, purtroppo, che cambierà molto rispetto agli anni passati – spiega Giuseppe Torchia, sindaco di Vinci e delegato ai tributi e al bilancio dell’Unione dei Comuni – i nuovi obiettivi del patto, infatti, risentono in positivo di una riduzione dei vincoli. Tuttavia, agli obiettivi vanno aggiunti nel calcolo anche i crediti di dubbia esigibilità che vanno accantonati, togliendo spazio alla spesa corrente. Dai primi calcoli che abbiamo fatto i vincoli, nel complesso, rimarranno gli stessi. Detto questo, però, c’è una discussione parlamentare che ancora non si è conclusa».

Tornando al patto di stabilità interno, le novità introdotte da quest’anno sono legate prima di tutto alla ridefinizione della spesa corrente media, che rappresenta la base di calcolo per fissare gli obiettivi. Da quest’anno viene considerata la media registrata nel periodo 2009-2012, con l’esclusione dell’anno in cui si è registrato il picco di spesa. Da tale quota, inoltre, sono stati tolti tutti i tagli che si sono succeduti negli ultimi anni, cioè tra il 2011 e il 2014: Salva Italia, spending review introdotta dal governo Monti e il celebre decreto 66/2014 del governo Renzi (quello che ha introdotto gli 80 euro, ma anche riduzioni di trasferimenti per i Comuni). Nella definizione degli obiettivi del patto questo capitolo ha pesato per il 60% e ha contribuito a far scender la quota di fondi congelati in virtù di un principio premiante per i Comuni virtuosi: coloro che tra il 2009 e il 2013 hanno ridotto la propria spesa corrente hanno ricevuto uno sconto.

L’altra voce per il calcolo degli obiettivi (che ha pesato per il restante 40%) è la capacità di riscossione dei crediti mancanti da parte delle amministrazioni. Coloro che nel quinquennio 2008-2012 hanno riscosso quote maggiori di crediti accertati (in competenza o residui) hanno avuto uno sconto sul patto. Sulla base di questi criteri agli undici comuni sono stati assegnati obiettivi diversi, che hanno subito ribassi o aumenti più o meno marcati. Ad esempio, Montaione e Gambassi – due comuni che più di tutti erano stati penalizzati lo scorso anno rispetto al precedente – hanno fatto registrare i tagli maggiori al patto: rispettivamente -34% e -29%, con uno sbloccato complessivo di quasi 600mila euro. Ma risultati positivi sono arrivati anche a Fucecchio (-22%), Certaldo (-21%), Castelfiorentino (-20%) ed Empoli (-19%). Sconti consistenti sul patto anche a Capraia e Limite (-17%) e a Montelupo (-14%). A Vinci lo sblocco è stato inferiore all’1%, mentre – come accennato – Cerreto e Montespertoli hanno visto crescere gli obiettivi rispetto all’anno scorso, rispettivamente del 63% e del 27%.

Marco Pagli

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di Redazione web