Il Tirreno

Empoli

Discariche abusive e sacchi abbandonati

Discariche abusive e sacchi abbandonati

Il centro e la periferia costellati di sporco. E ora cumuli di materiali vengono anche bruciati

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EMPOLI. Dalla periferia al centro il quadro non cambia. I rifiuti vengono abbandonati fino a formare mini discariche a cielo aperto nelle zone meno frequentate. Mentre invece in centro la piaga dei sacchi abbandonati vicino ai cestini continua a essere una costante.

Si parte da Empoli est: una vera e propria discarica a cielo aperto con rifiuti di ogni genere e residui di spazzatura bruciata. È quello che si trova vicino alla rampa di ingresso della Fi-Pi-Li. Siamo in via Piano dell’Isola a due passi dalla statale 67 e a circa un chilometro dall’oasi naturale di Arnovecchio. Qui tra Cortenuova e Fibbiana basta affacciarsi un attimo dal bordo strada per capire che quello che a prima vista sembra un piccolo boschetto che fa da contorno al campo di volo per gli ultraleggeri in realtà cela una vera e propria pattumiera.

Merito ancora una volta dei famosi furbetti della raccolta differenziata che per eludere il porta a porta trasformano luoghi verdi e incontaminati in cassonetti all’aria aperta. Lo spazio verde infatti è tempestato da rifiuti di ogni tipo. Si parte con le montagne di sacchetti di plastica accumulati in piccole montagnole all’interno dei quali si può trovare di tutto. Dalla plastica alle lattine dai rifiuti organici al metallo.

E se molti di questi sacchi accatastati giace li da chissà quanto tempo, di altri resta solo una flebile traccia, un alone nero sulla terra verde.

Già perché sono stati letteralmente bruciati assieme a legni e sterpaglie, sono stati letteralmente carbonizzati. Un modo non solo incivile di eliminare i rifiuti ma anche pericoloso per la salute. Il bello però deve ancora venire perché i rifiuti inceneriti sono forse soltanto il male minore. Basta spostarsi di qualche metro, dove la vegetazione si fa decisamente più fitta che si possono trovare rifiuti ingombranti abbandonati al suolo da chissà quanto tempo. Ed ecco spuntare come per magia parabole dismesse, frigoriferi non più funzionanti abbandonati al loro destino, pezzi di auto in parte sepolti dal terreno.

Ma non finisce qui, a corollario di tutto ciò ecco alcuni residui di coperture in eternit, fusti di olio o che contenevano altre sostanze lasciati in balia degli agenti atmosferici e come se non bastasse almeno una decina di cumuli di materiale edile smaltito (se così si vuol dire) in maniera abusiva, con mattoni, calcinacci e ferro abbandonati al suolo.

Un paesaggio desolante, nel bel mezzo della campagna, non certo la cornice ideale per chi decide di farsi una bella passeggiata.

Alessandro Marmugi

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