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«Pentita di aver incendiato il Sert», parla la donna agli arresti domiciliari
La trentenne ha cosparso di benzina una scrivania per poi appiccare il fuoco: «Ho reagito così perché non mi fanno vedere i miei bambini»
EMPOLI. Ero disperata, senza quel documento non potrò rivedere i miei due figli. Sono pentita per il gesto che ho fatto». L’11 febbraio scorso si è presentata al Sert di via Barzino con una bottiglia, ha cosparso di benzina la scrivania e ha appiccato un incendio, subito domato grazie alla prontezza di alcuni operatori che hanno utilizzato gli estintori. Ora la donna è agli arresti domiciliari. Piange, racconta la sua verità, vorrebbe gridarla al mondo intero. È separata dal marito, al quale sono stati affidati i figli. Che lei non vede da tre mesi: «Me li hanno tolti cinque anni fa perché avevo problemi con l’alcol. Il giudice aveva stabilito che potevano stare con me dal venerdì alla domenica ogni due settimane. Ma non mi bastava. E quando andavano via, per colmare il dolore di quel distacco, mi facevo di eroina».
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La trentenne, straniera, in Italia da alcuni anni, assistita dall’avvocato Roberto Ventrella, assicura che vuole fare di tutto per riavere i suoi figli in maniera continuativa: «Dovevo presentare un documento che provasse che non sono più tossicodipendente».
Ma il Sert dell’Asl glielo ha negato, ritenendo che non ci fossero le condizioni: «A quel punto ho cercato un modo per attirare l’attenzione, non sapevo più che cosa fare. Ho comprato un litro di benzina e ho fatto quello che ho fatto. Ma volevo soltanto bruciare i documenti che c’erano sulla scrivania per costringere i dipendenti a un lavoro supplementare». Questa è anche la versione fornita al giudice dalla donna, che era stata bloccata e arrestata dai carabinieri: «Avrei voluto rientrare nel progetto del Sert, ma non me l’hanno permesso e io ho temuto di non rivedere più i miei bambini. Ecco perché ho fatto un gesto del genere, ma non sono violenta. Ogni volta che li sento al telefono riesco soltanto a piangere. Loro sono disperati. Il più grande mi ha detto “mamma, voglio cucirmi addosso a te, così non ci dividono più”. Non mi arrendo, faro di tutto per riaverli con me».
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