Gioco
I misteri sul cambio di nomi alle vie
EMPOLI. Potremmo andare ad acquistare una camicia in via degli sini, sorseggiare un buon caffè in un locale di piazza all’Inchiostra, far colazione in una pasticceria in vicolo del Cordaio e magari...
EMPOLI. Potremmo andare ad acquistare una camicia in via degli sini, sorseggiare un buon caffè in un locale di piazza all’Inchiostra, far colazione in una pasticceria in vicolo del Cordaio e magari fare una bella passeggiata fra via del Garbo e via del Mangano e non saperlo. No, non è il gioco del Monopoli, e non siamo in una città sconosciuta del centro Italia o di chissà dove. Siamo a Empoli, e le vie che abbiamo appena menzionato esistono davvero e sono situate nel bel mezzo del centro cittadino anche se oggi portano un altro nome. Questi misteri relativi ai tanti cambi di denominazione susseguitisi nei secoli e molti altri sono stati svelati da una complessa ricerca durata più di un anno che ha visto coinvolto un gruppo di lavoro costituito da Elisa Boldrini, Vanna Arrighi, Franca Bellucci, Chiara Papalini, Gabriele Beatrice e Marco Frati, appena pubblicata sotto forma di diversi saggi nel quarto numero della rivista dell’associazione Amici dell’Archivio storico di Empoli, “Quaderni d’Archivio”, numero intitolato non a caso “Per uno stradario storico empolese”.
Il centro storico della città è stato esaminato con dovizia di particolari e sono state esaminate tutte le fonti possibili dal Medioevo fino ai giorni nostri per poter ricostruire adeguatamente le stratificazioni odonomastiche delle vie e delle piazze empolesi. Il volume sarà presentato il prossimo oggi alle 17 nella sala conferenze dell’Archivio storico di Empoli. Ad introdurre la serata il professor Alberto Malvolti (presidente della Fondazione Montanelli Bassi di Fucecchio), alla presenza degli autori e del direttore responsabile della rivista Paolo Santini. «L’obiettivo di questo repertorio dell’odonomastica empolese – affermano gli autori - è quello di realizzare una nomenclatura quanto più precisa e completa possibile».
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