Il Tirreno

Empoli

Inquilini abusivi, doppio blitz per occupare le case popolari a Empoli

Francesco Turchi
Le case popolari di Serravalle e gli operai impegnati a “blindare” una porta (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Le case popolari di Serravalle e gli operai impegnati a “blindare” una porta (Foto Agenzia Carlo Sestini)

I tentativi in via Saffi e a Serravalle sono falliti ma Publicasa corre ai ripari con l’installazione di pannelli blindati anti-intrusioni a porte e finestre. Il presidente Pietro Bonci: "Abbiamo 80 alloggi vuoti per lavori, in attesa di interventi di manutenzione ma talvolta anche per la lentezza dell’iter di assegnazione"

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EMPOLI. Hanno forzato una finestra al primo piano, sono entrati all’interno di una casa popolare nuova ma ancora da consegnare, probabilmente con l’obiettivo di occuparla. Tanto che hanno spaccato la porta (blindata) d’ingresso, per entrare ed uscire con più facilità. I vicini, insospettiti dai rumori hanno chiamato Publicasa. Ma quando gli addetti dell’azienda che gestisce il patrimonio Erp sono arrivati a Serravalle, l’appartamento era vuoto. Hanno pensato a un tentativo di furto, hanno portato via la caldaia (possibile obiettivo dei ladri) e se ne sono andati. Poche ore dopo però la scena di è ripetuta. Stavolta il presidente di Publicasa, Pietro Bonci, si è presentato in via Falcone e Borsellino con gli agenti della polizia municipale. Nessuna traccia degli intrusi, ma anche molte più certezze sul fatto che era in atto un tentativo di occupazione abusiva di almeno una casa. Forse una famiglia a caccia di un alloggio, o magari clochard “sfrattati” da altre zone in cerca di uno spazio chiuso e confortevole. Di fatto però Publicasa ha deciso di correre ai ripari, facendo installare da una ditta specializzata dei pannelli blindati anti-intrusione a protezione di porte e finestre degli appartamenti al primo piano ancora vuoti.

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Il precedente. L’episodio di Serravalle ha fatto scattare l’allarme, anche perché non è il primo. Poche settimana fa si verificò qualcosa di simile anche in un appartamento di via Saffi, sempre a Empoli. Il sospetto è che si tratti in entrambi i casi di tentativi di occupazione degli immobili, fenomeno che sta dilagando in tutta Italia.

Case vuote. Publicasa gestisce circa 1.600 alloggi popolari in tutto l’Empolese Valdelsa. Di questi un’ottantina sono vuoti: «In parte si tratta di appartamenti dove sono in corso i lavori o che hanno bisogno di interventi dopo essere stati liberati - spiega il presidente Bonci - ma in alcuni casi gli alloggi restano vuoti a lungo anche per la lentezza della procedura di assegnazione. Proprio pochi giorni fa la giunta dell’Unione dei Comuni ha approvato una delibera che modifica la procedura per gli interventi di ripristino e manutenzione degli alloggi Erp, in modo da rendere più rapido il passaggio da un affittuario all’altro sarà più rapido, che dovrebbe avvenire - con la nuova procedura - entro tre mesi.

Il caso. I ventiquattro appartamenti di via Falcone e Borsellino (realizzati in dieci anni, a causa del fallimento di due aziende che ci lavoravano), sono destinati a giovani coppie. Finalmente, nell’agosto 2013, l’Unione pubblica il bando per l’assegnazione. Ma è rivolto solo a chi vive o lavora a Empoli. E le domande sono appena ventisette, undici delle quali non vengono neanche ammesse in graduatoria. Dunque soltanto sedici vengono considerate idonee. Così viene pubblicato un secondo bando “allargato” a tutto il circondario dell’Empolese Valdelsa (stavolta le richieste sono oltre quattocento), e nel frattempo vengono consegnati in due tranche i primi quindici alloggi. Gli altri nove sono ancora vuoti.

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La svolta. Tuttavia l’iter per Serravalle si è concluso proprio in questi giorni: «C’è la graduatoria definitiva - fanno sapere dal Comune di Empoli - e nel giro di pochi giorni ci sarà l’assegnazione alle famiglie. Mancano soltanto gli allacci ai servizi». Ma intanto Publicasa si è tutelata con l’installazione di pannelli blindati, un intervento effettuato da una ditta specializzata già nella giornata di mercoledì 25 febbraio.

Alleanza. Fondamentale però resta la collaborazione degli inquilini: «Sono stati i vicini - spiega Lorena Leoncini, direttore di Publicasa - a segnalarci l’intrusione. È quello che chiediamo sempre agli affittuari e lo ribadisco: segnalateci qualsiasi situazione sospetta, è fondamentale avere delle “sentinelle” che ci aiutino a salvaguardare un patrimonio così esteso».

Il Sunia. Le occupazioni abusive di alloggi Erp in Toscana rappresentano lo 0,6% del patrimonio abitativo pubblico: il dato emerso mercoledì 25 in una conferenza stampa dei sindacati degli inquilini, secondo cui la quota è bassa nel confronto con le altre regioni. «Esistono 1.703 case popolari sfitte - ha spiegato Simone Porzio (Sunia) - alcune da 7-8 anni, che i Comuni non riescono ad assegnare a chi ne ha il diritto perché sostengono di non avere risorse per ristrutturarli. Questi 1.703 alloggi sono preda di occupazioni abusive e illegali, alla faccia di chi se ne sta legalmente ad attendere in graduatoria, uno scandalo nello scandalo». Nell'ultimo quadriennio, ha detto Porzio, le domande per l'assegnazione di alloggi Erp in Toscana sono state 30.464, e quelle ammesse 26.624, di cui il 39% presentate da cittadini extracomunitari. «In Toscana - ha aggiunto il segretario del Sunia - si assegnano una media annua di 700-800 alloggi. Solo il 5% di chi presenta domanda può sperare di avere un alloggio, mentre gli altri si dovranno arrangiare con il settore privato, e in Toscana gli affitti sono molto alti».

 

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