Il Tirreno

Empoli

Mini-appalti dell’Unione per aiutare le aziende locali

di Marco Sabia
Mini-appalti dell’Unione per aiutare le aziende locali

Patto con Cna per rilanciare l’artigianato: addio al criterio del massimo ribasso Falorni: «Più facile controllare i lavori e i soldi restano sul nostro territorio»

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EMPOLI. Unione dei Comuni e Cna si uniscono per far ripartire il comparto artigianale dell'Empolese Valdelsa, edilizia in primis. È con questo spirito che l'ente e l'associazione hanno firmato un protocollo d'intesa tramite il quale si impegnano ad aiutare le piccole imprese locali a ripartire, utilizzando criteri d'appalto che non si limitino al "massimo ribasso", grazie al quale le imprese più grandi sono enormemente favorite.

Costi e benefici. Bisogna partire da un dato di fatto: l'utilizzo di forme di aggiudicazione dirette solo al contenimento dei costi spesso comporta effetti negativi sul sistema economico-sociale delle imprese locali, favorendo il ricorso massiccio a sub-appalti e collaborazioni anche occasionali. Questo porta le imprese locali ad accettare condizioni e prezzi di commessa in cui si vedono addossati il recupero dei margini ridotti dai ribassi offerti in sede di aggiudicazione, dando vita talvolta a comportamenti poco trasparenti rispetto alle condizioni di sicurezza del lavoro, della legalità, dell'ambiente e delle leggi in genere.

Un freno al massimo ribasso. Per questo è arrivato il protocollo, che vincola i due firmatari a differenti obblighi. Per quanto riguarda l'Unione l'ente dovrà privilegiare, negli appalti pubblici, l'aggiudicazione a mezzo offerta economicamente più vantaggiosa, inserendo elementi tecnico - qualitativi, ai quali attribuire punteggio prevalente rispetto a quello del prezzo. Inoltre dovranno essere inseriti criteri legati all'ambiente, al sociale e alla sicurezza del lavoro. Senza dimenticare di utilizzare la procedura negoziata e le procedure semplificate per gli appalti sotto soglia (150.000 euro) e il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa per quelli che superano quella cifra, sempre che non si decida di "spacchettarli" per dare spazio alle aziende piccole che di fronte ad un grosso appalto non avrebbero nemmeno i mezzi per competere. Infine dare spazio a tutte le imprese coi requisiti giusti sia in forma singola che associata, privilegiando queste ultime.

Gli impegni. «Dobbiamo declinare gli appalti - spiega Alessio Falorni, sindaco di Castelfiorentino e delegato dell'Unione - secondo criteri non soltanto economici. Se ci affidiamo ad aziende locali abbiamo anche più possibilità di controllarle, senza dimenticare che le imprese di zona se lavorano possono ridistribuire la ricchezza». Cna, invece, dovrà garantire alle imprese il supporto formativo e i mezzi necessari per ottemperare al protocollo; mettere in campo le proprie competenze affinché sia assicurato il rispetto da parte delle imprese di ambiente, legalità e sicurezza sui luoghi di lavoro e realizzare azioni di animazione e informazione sul territorio a supporto dell'attuazione del presente protocollo. «In Italia - sottolineano Franco Vichi e Alberta Bagnoli della Cna di Firenze - la legislazione non favorisce le piccole imprese. Vorremmo che non ci si basasse soltanto sui massimi ribassi ma anche su molti altri aspetti, anche perché talvolta le aziende che vincono tali appalti finiscono per creare dei costi "collaterali" che si potrebbero evitare se si tenesse conto degli aspetti che questo protocollo vuole valorizzare». Il protocollo avrà durata biennale e per ora riguarderà gli appalti dell'Unione ma in futuro potrebbe essere esteso anche a quelli dei singoli Comuni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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