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Notte di furti e danni nelle aziende Banda di ladri all’assalto di Prada
Con un camion sottratto a Empoli tentano di svaligiare il magazzino di Fucecchio, a metterli in fuga la vigilanza Blitz in un bar: cambiamonete abbandonato insieme a un’auto rubata. E poi una razzia fallita in concessionaria
EMPOLI. Un’altra notte di furti e danni. Di porte spaccate, auto e camion rubati e abbandonati. Di allarmi che suonano e di forze dell’ordine e agenti della vigilanza che danno la caccia ai malviventi sulle strade di mezzo circondario, preso di mira dall’ennesima banda (o forse due) senza scrupoli. In azione almeno cinque uomini, che alla fine si sono spartiti poche migliaia di euro, ma che si sono lasciati alle spalle una lunga scia di danni.
La scorribanda è iniziata intorno alle 21 di domenica sera. I ladri sono entrati nel piazzale della Ct Express, nella zona industriale del Terrafino. Hanno forzato la porta di un camion e se ne sono andati dopo aver spaccato il cancello. Si sono diretti in via Magellano a Fucecchio, dove c’è una sede dell’azienda Prada. Anche qui hanno rotto il cancello, sono andati sul retro e hanno forzato un portellone del magazzino. Ma l’azienda è sorvegliata da un sistema di allarme oltre che dalle telecamere. Mentre i ladri hanno iniziato a caricare capi d’abbigliamento sul mezzo, nel giro di pochissimi minuti è arrivata sul posto una pattuglia dell’istituto di vigilanza Lince. L’agente si è piazzato con la propria auto davanti al cancello, in modo da sbarrare la via di fuga alla banda. Che a quel punto si è trovata in trappola. I ladri hanno abbandonato camion e refurtiva e sono scappati a piedi attraverso la campagna. Nel frattempo sono intervenuti anche i carabinieri ed è iniziata la caccia ai malviventi. Che, comunque, sono riusciti a portare via alcuni capi d’abbigliamento, ma il valore della refurtiva potrà essere quantificato soltanto al termine dell’inventario. Le immagini riprese dalla videosorveglianza, intanto, sono state consegnate ai carabinieri.
Intorno alle 22, dunque, c’erano cinque banditi in fuga a piedi. Non è chiaro se ad attenderli c’erano uno o più complici a bordo di un’auto. Di fatto però mezz’ora dopo hanno tentato di “procurarsi” altri mezzi, sempre nel Fucecchiese. Hanno tagliato la rete di recinzione della concessionaria Beauty Car di via Sanminiatese a San Pierino. Ma anche in questo caso è scattato l’allarme e il titolare si è precipitato sul posto, insieme a un agente della vigilanza: «In quattro minuti - racconta Marco Santarsiero - sono arrivato qui. Ho puntato i fari sul piazzale, per cercare di metterli in difficoltà, ma non sono riuscito ad individuarli». La banda ha attraversato la proprietà di Santarsiero e si è rifugiata in un container situato sul retro, che una volta veniva utilizzato come spogliatoio del campino da calcio, ora abbandonato: «Molto probabilmente è andata così, perché ieri sera (domenica, ndr), quando ho fatto il giro, da questa parte le rete di recinzione era a posto e invece stamani (ieri, ndr) era tagliata».
Ma la notte di furti non è finita qui. Un’altra banda, o forse la stessa, è entrata in azione all’1.30 al bar “La Siesta” sulla provinciale Pisana a Pieve a Ripoli. I ladri hanno forzato la porta e si sono diretti verso la sala slot: «Ma hanno avuto pochissimo tempo a disposizione - spiegano i titolari Alberto e Alessio Lucci - perché è subito scattato l’allarme. Hanno smurato una macchinetta cambiamonete e l’hanno caricata su un mezzo, poi hanno tentato di portarne via anche un’altra ma non sono riusciti a tagliare la catena e hanno desistito, consapevoli che stavano arrivando vigilanza e forze dell’ordine».
La banda si è diretta verso Lazzeretto, sempre nel comune di Cerreto Guidi, a bordo di una Peugeot rubata venerdì scorso a Montespertoli e, alle porte del paese, ha imboccato una strada di campagna, spaccando addirittura il semiasse dell’auto. Poi i ladri si sono avventurati in mezzo a un vigneto, con la cambiamonete: l’hanno sfondata e, una volta presi i soldi (alcune migliaia di euro), l’hanno abbandonata, insieme alla macchina, per poi fuggire a bordo di un mezzo “pulito”.
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