Attenzione
Pensionati rapinati in casa da tre banditi, rubati soldi e gioielli
Hanno legato il marito e puntato il coltello alla gola della moglie per farsi aprire la cassaforte: «Quindici minuti da incubo»
CASTELFIORENTINO. Sono entrati per svaligiare l’appartamento. Che però non era vuoto. C’erano i proprietari, due pensionati. Hanno legato lui e puntato il coltello alla gola di lei. Si sono fatti aprire la cassaforte e sono fuggiti con duemila euro tra contanti e gioielli. I tre banditi, con il volto coperto da un passamontagna sono entrati in azione sabato 21 febbraio, intorno alle 21, in via Coianese a Castelnuovo d’Elsa, nella casa di Adolfo Innocenti, 70 anni, e di sua moglie Giuseppa Vaccaro, di due anni più giovane. Sono arrivati salendo un argine, proprio sul retro dell’abitazione dei vicini. Dove si “armati”. Hanno rubato tra gli attrezzi un’accetta e un cacciavite, hanno scavalcato un piccolo cancello e sono saliti su un terrazzo al primo piano. Hanno forzato la porta e sono entrati nella camera da letto.
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«Noi - raccontano Giuseppa e Adolfo - eravamo a cena, nella tavernetta. Ce li siamo ritrovati davanti. Erano tre, con il volto coperto e uno spiccato accento dell’Est. Sembravano albanesi». I banditi hanno visto la cassaforte e poi sono stati attirati dai rumori che provenivano dal piano di sotto: «Uno di loro mi ha legato le mani. Mi ha fatto sedere su una sedia e mi ha puntato un cacciavite sulla pancia per tenermi fermo». Quei quindici minuti di terrore vissuti all’interno della loro casa sono rimasti stampati in maniera indelebile nelle menti dei due coniugi. Adolfo ha cercato di mantenere la calma, anche per tranquillizzare la moglie, minacciata con un coltello: «Li facevo parlare. A uno di loro ho detto “chissà com’è contento il tuo babbo che hai trovato un lavorino così, dove guadagni in fretta”».
Ma lui non l’ha presa benissimo: «Mi ha detto di stare zitto e ha premuto il cacciavite sulla mia pancia. Poi ho fatto cenno a mia moglie di aprire la cassaforte». All’interno c’erano circa 1.400 dollari, ma anche un orologio e tre anelli: «Hanno preso tutto, per poi chiederci di aspettare dieci minuti a chiamare i carabinieri, visto che erano stati bravi con noi. Ma ovviamente, appena sono usciti dalla porta ho fatto il 112».
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Tuttavia i rapinatori hanno fatto perdere le loro tracce: probabilmente c’era un quarto uomo ad attenderli su un’auto parcheggiata nelle vicinanze. L’abitazione dei coniugi Innocenti si trova in una zona residenziale, nel cuore della frazione di Castelfiorentino, ma secondo quanto si è appreso nessuno dei vicini ha notato niente di strano.
Adolfo e Giuseppa non hanno visto i banditi in faccia: «Erano tre giovani e almeno due di loro secondo noi non arrivano neanche a vent’anni. Si tratta di gente dell’Est europeo, probabilmente albanesi. È stato un incubo. Per fortuna non ci hanno fatto del male ma è stata un’esperienza terribile. Essere a cena, in casa propria, e ritrovarsi di fronte tre sconosciuti è un’esperienza bruttissima». Nell’abitazione di via Coianese sono arrivati i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Empoli che hanno raccolto le testimonianze dei due coniugi ed effettuato i rilievi.
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