Attenzione
Social e cellulari cancellano decine di cabine telefoniche
Poco utilizzate e spesso covo di degrado, al via le rimozioni in tutto l'Empolese Valdelsa: sono quelle dalle quali partono meno di tre chiamate al giorno. Si salvano quelle vicine a ospedali, impianti sportivi e stazioni ferroviarie. Ma si può ricorrere contro la rottamazione
EMPOLI. Ormai agli occhi dei più è praticamente diventato un oggetto di arredamento urbano, una sorta di simbolo di un Italia che non c’è più, un punto di riferimento dove magari darsi appuntamento per uscire a fare una passeggiata. La cara vecchia cabina telefonica ormai è destinata ai saluti, continua infatti la dismissione da parte di Telecom delle postazioni di telefonia pubblica nel nostro circondario. Soltanto a Empoli nei prossimi mesi ne spariranno altre 4, dopo che altre 4 erano state tolte a partire dal 2011. Un lento inesorabile e inevitabile declino. Potere dei semplici cellulari prima e degli smartphone poi.
Segno dei tempi. Oggi, nell’era dei social network e di internet in cui comunicare a distanza sembra la cosa più facile da fare, la voce non esce più dalle cornette di questi scatoloni giganti, ma da quelle polverose e sbiadite strutture di plexiglass e ferro che le compongono, impregnate di ricordi e di storie. Perché anche se non sono mai state fascinose e di culto come quelle inglesi, vero must del design, le cabine telefoniche italiane raccontano la storia di una popolazione intera, migliaia di persone che, chiuse dentro con la cornetta in mano hanno vissuto momenti importanti della loro vita. Si avvia dunque verso la conclusione un capitolo fatto di scherzi telefonici anonimi, amori, ma anche litigi, scanditi a tempo di monete, inserite in maniera compulsiva per non far cadere la comunicazione sul più bello.
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La mappa. Nel comune di Empoli in questo momento si trovano in totale 92 telefoni pubblici: 20 sono installati presso grandi concentrazioni, quindi ospedali, stazioni, centri commerciali, 30 all’interno di esercizi commerciali al dettaglio, mentre sono 42 attualmente le postazioni stradali attive, dunque quelle che possono essere definite come vere e proprie cabine. Quattro in meno rispetto al 2011 e altre quattro sono pronte nelle prossime settimane ad essere rimosse. Si partirà il 22 febbraio con la cabina che si trova in Via della Motta ad Avane, poi a maggio altre tre postazioni saranno caricate sopra un camion e faranno l’ultimo definitivo viaggio verso la pensione. Si tratta della cabina di Piazza Marchetti a Pontorme, proprio davanti al Circolo Arci, della postazione collocata all’inizio di via Masini e di quella che si trova in via Piovola, nei pressi del Circolo Arci di Villanova. Il tutto fa parte di un piano di dismissione portato avanti da Telecom a livello nazionale e che ha avuto nel 2010 il via libera dell’ Agcom, per razionalizzare le postazioni.
Luoghi strategici. Restano roccaforti le cabine che si trovano nei pressi di luoghi di rilevanza sociale come la stazione, l’ospedale San Giuseppe e gli impianti sportivi. E per ora sembrano resistere quelle nei pressi del centro cittadino. Tutte le altre prima o dopo saranno destinate ad attaccare la cornetta per sempre. E non è detto che da qui alla fine del 2015 proprio nel circondario non arrivi un'altra ondata di pensionamenti. Anche perché, se con l’avvento del cellulare nei primi anni della “rivoluzione mobile” le cabine continuavano ad avere il loro seguito, bazzicate anche dai famosi collezionisti delle schede telefoniche, vero oggetto di culto e nipoti di monete e gettoni, oggi tutto è cambiato. E spesso la postazione vive in uno stato di degrado, o diventa un vero e proprio rifugio per sbandati.
I requisiti. Per questo esistono dei criteri per decidere se la cabina possa “restare in vita” oppure no. Dalla postazione infatti devono partire almeno tre chiamate al giorno, se ne vengono fatte meno allora si può partire con la rimozione. Altro criterio di valutazione lo stato di degrado, di non funzionamento o di scarsa igiene della struttura, magari segnalato proprio dai cittadini all’agenzia per le comunicazioni. Insomma anche Empoli si prepara a dare il suo lento e inesorabile addio alle cabine telefoniche, tra le proteste dei pochi che ancora le utilizzano e la lacrimuccia degli inguaribili nostalgici. E la delusione dei sognatori che si chiederanno come farà adesso Clark Kent a trasformarsi in Superman.
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Ricorsi. Se all’Agcom si possono segnalare via posta elettronica le cabine in stato di abbandono o non rimosse, documentando il tutto con materiale fotografico, i nostalgici, o chi magari usufruisce della postazione, si può opporre anche alla rimozione. Si può dunque fare un vero e proprio ricorso per impedire che la cabina venga presa, portata via e rottamata.L’opposizione deve essere trasmessa alla direzione Agcom (Aurorità per le garanzie nelle comunicazioni) a mezzo posta elettronica certificata (Pec), tramite l’indirizzo mail certificata cabinatelefonica@cert.agcom.it entro il termine perentorio di 30 giorni che decorre per gli utenti a partire dal momento dell’affissione del cartello adesivo sulla postazione da rimuovere.
La data di affissione è scritta in alto a destra proprio sul cartello stesso, letteralmente appiccicato sulla cabina sessanta giorni prima della rimozione. L’opposizione alla rimozione deve contenere, pena l’inammissibilità i dati e i recapiti dell’opponente, l’ubicazione della postazione telefonica pubblica oggetto di opposizione, una sintetica esposizione dei motivi di opposizione. La decisione finale spetterà all’ Agcom e sarà dettata da criteri relativi all'utilizzo del telefono, al numero di cittadini che hanno mandato la mail salva-cabina. Ma può anche esserci un ripensamento in caso di richiesta motivata del sindaco ed all’assenza di altre postazioni entro quattrocento metri da quella in esame.
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