Sicurezza
La cooperativa Coe festeggia il settantesimo anniversario
A Empoli un traguardo importante per l'azienda edile. Il presidente: "Auguriamoci che il lavoro sia alla base dell'impegno dei nostri rappresentanti nelle istituzioni"
EMPOLI. La cooperativa Coe festeggia i 70 anni di attività, un traguardo che tocca a poche realtà edilizie soprattutto dopo la crisi che ha pesantemente inciso sul settore. L’atto costitutivo della cooperativa è datato 22 febbraio 1945. In un contesto che vedeva le strade di Empoli piene dei cumuli di macerie derivate dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, nacque la Cooperativa operaia edile che riunì un gruppo di persone con pochi mezzi e che contribuì a far risorgere la città dalla devastazione
Nei primi anni di vita della nuova azienda la giovane società dette esempio di professionalità ed organizzazione divenendo, ben presto, uno dei punti di riferimento non solo per i privati, ma anche per enti ed amministrazioni pubbliche. Dall’inizio degli anni Cinquanta alla metà degli anni Settanta, l’azienda crebbe notevolmente divenendo un punto di riferimento anche per l’edilizia industriale e, conseguentemente, per molti imprenditori della zona, ma non solo. E’ certamente questo il periodo di massima espansione della cooperativa che arrivò a superare le ottanta unità tra soci e dipendenti.
Dai primi anni Ottanta si incominciò a percepire il cambiamento dell’assetto organizzativo del settore edile che, di lì a pochi anni, avrebbe portato a un adeguamento della Coe verso sempre migliori capacità gestionali e di controllo di maestranze esterne. Nel mercato di oggi "Abbiamo sviluppato degli studi specifici, con professionisti del settore - spiega Stefano Bartalucci, presidente del consiglio di amministrazione - sui risparmi che si possono ottenere con la riqualificazione energetica del nostro enorme patrimonio immobiliare ed i risultati sono decisamente positivi. Crediamo infine, ne siamo convinti, che una fetta consistente del futuro dell’edilizia dovrà essere incentrata proprio su questo tipo di opere che potrebbero avere grandi riscontri positivi anche sulla stessa bolletta energetica nazionale. Crediamo tuttavia che la nostra sfida, pur molto difficile in una crisi che non accenna a chiudersi, sia quella di affrontare ogni giorno con lo stesso spirito che animò, tanto tempo fa, i soci fondatori ovvero quello di costruirsi, costruire un futuro migliore".
"Quando un’azienda arriva ad un significativo traguardo della propria vita imprenditoriale vengono spontanee alcune riflessioni - continua il presidente - Certamente, in un così lungo periodo di attività come società di costruzioni, la nostra azienda ha contribuito a plasmare il volto delle nostre città con numerosi e disparati interventi. Nel nostro ambito di impresa abbiamo cercato sempre di soddisfare le esigenze di innumerevoli committenti privati, dell’imprenditoria locale e non solo, con realizzazioni di immobili civili, industriali, edifici commerciali, direzionali, ristrutturazioni. Tutte queste figure, la fiducia che ci hanno accordato, sono state la nostra ricchezza più grande e ci hanno permesso di essere qui a celebrare i nostri primi 70 anni".
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"Credo anche che una doverosa riflessione debba essere fatta sui tanti soci della cooperativa, persone che hanno condiviso un tratto del nostro lungo cammino, molti dei quali trascorrendo in azienda l’intera carriera lavorativa - va avanti l'amministratore delegato - questi valori sembrano definitivamente legati al passato o, sempre più spesso, annullati dalla dolorosa congiuntura che stiamo vivendo. E’ vero che in una società sempre più individualista, dove i valori si perdono nella continua rincorsa di obiettivi dettati dai grandi mezzi persuasivi di massa, si tende a perdere la visione aggregante di un’azienda. La disastrosa e drammatica crisi di questi credo abbia rimesso in evidenza quanto sia importante la certezza del posto di lavoro quello, per così dire, tradizionale. Sappiamo che oggi non ci sono, purtroppo, più certezze sul futuro dei nostri, “sacri”, posti di lavoro. Auguriamoci che, dopo tanti anni di sofferenze, l'articolo 1 della Costituzione (L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro") possa essere l’aspirazione di tutti noi e delle future generazioni ma, soprattutto, sia alla base dell’impegno politico di chi rappresenta le nostre Istituzioni".
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