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È rivolta contro gli abusivi: «Più controlli al mercato di Empoli»

Francesco Turchi
Venditori ambulanti al mercato di Empoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Venditori ambulanti al mercato di Empoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Ambulanti stufi di blitz saltuari e venditori in fuga tra la gente per beffare gli agenti: «La scena si ripete decine di volte ogni mattina, la situazione è inaccettabile». Tinti (Confesercenti): «Ci fanno perdere clienti. Chiesto a Comune e forze dell’ordine un giro di vite». Ma la denuncia scatta soltanto se la merce è contraffatta

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EMPOLI. Il loro banco è fatto di stracci. Che all’occorrenza, in un attimo, si trasformano in un sacco. Vendono borse, piumini, scarpe, cintura e oggettistica varia. Si piazzano nel cuore del mercato, proprio accanto agli ambulanti, che magari vendono anche la stessa merce. E sono protetti da una “sentinella”, che controlla l’area e lancia l’allarme se vede avvicinarsi gli agenti. Basta uno squillo, i sacchi si richiudono e via a gambe levate. Per alcuni minuti. Poi si ricomincia con la storia del gatto e del topo. E tra un blitz e l’altro monta la rabbia degli ambulanti del mercato di Empoli, invaso - ogni giovedì - da decine di abusivi. «Serve un intervento serio, come è stato fatto in altre realtà. I controlli devono essere fatti ogni settimana, almeno per un periodo. Così siamo danneggiati due volte: perché al di là della concorrenza sleale, con il loro atteggiamento insistente questi ragazzi finiscono per allontanare la clientela».

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Chi sono e cosa fanno. I venditori abusivi arrivano spesso dalla zona di Pontedera. Sono prevalentemente nigeriani, senegalesi e marocchini. E frequentano i mercati più grandi e frequentati, come quello di Empoli (trecento posteggi), dove si concentrano in particolare lungo il ponte sull’Orme e sotto la Maratona dello stadio Castellani (ma tanti altri preferiscono la vendita “itinerante”). Le forze dell’ordine - a turno - effettuano servizi di controllo. Lo scorso giovedì 12 febbraio alcuni finanzieri in borghese sono stati protagonisti di un blitz, con i venditori che hanno abbandonato la merce (sequestrata) e si sono dati alla fuga in mezzo alla gente. Una signora - spaventata da tanto movimento - ha anche accusato un lieve malore, un’altra è caduta, per fortuna senza conseguenze. Il 19 febbraio invece è stata la volta degli agenti del commissariato di piazza Gramsci. Ma la “sentinella” ha dato l’allarme e in pochi secondi non c’era più traccia del mercatino abusivo.

La protesta. «Il problema è che se polizia municipale o guardia di finanza trovano una di quelle borse su un banco, scattano multa e sospensione della licenza. E non è giusto che invece loro, a pochi metri di distanza, siano impuniti». Luciano Marconcini è un ambulante che gira i mercati di mezza Toscana: «A Pontedera - per esempio - fino a qualche anno fa c’era lo stesso problema. Abbiamo protestato con il sindaco e nel giro di poche settimane la situazione è tornata alla normalità. Non è per cattiveria e non è neanche una questione di razzismo. Anzi. Vogliamo soltanto che si mettano in regola, come tutti noi».

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«E invece si approfittano delle persone - aggiunge un altro commerciante -. Faccio un esempio: non tutti possono permettersi un piumino di marca da 500-600 euro e loro ne prendono uno di bassa qualità, ci fanno cucire la targhetta della griffe e lo vendono a ottanta euro. E magari convincono qualche anziano a fare il regalino al nipote... Uno di loro mi ha offerto un pacchetto di cento targhette...».

Poco più in là c’è Paolo Donati: «A Colle Val d’Elsa i controlli della polizia municipale sono molto più intensi ed efficaci. Quello di Empoli è un mercato importante a livello regionale e devono essere prese delle misure per tutelarlo. Chi vuole vendere al mercato deve prendersi la licenza e ottenere il posteggio. Gli altri non ne hanno diritto». E un altro ambulante aggiunge: «Anche stamani (giovedì 19, ndr), sono venuti gli agenti della polizia municipale, hanno fatto l’iter per i posti a sorteggio e poi, intorno alle 10 se ne sono andati. Gli ambulanti che sono rimasti senza posteggio sono dovuti tornare a casa e hanno perso una giornata di lavoro e nel frattempo è iniziato il solito “film” con gli abusivi che scappano dai controlli e poi tornano. Questa situazione è inaccettabile».

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Confesercenti. «Abbiamo scritto una lettera al Comune e a tutte le forze dell’ordine, ma non abbiamo ricevuto risposte e la situazione non è cambiata. Anzi, il problema si sta allargando anche al resto della città». Romano Tinti di Confesercenti dell’Empolese Valdelsa sottolinea le conseguenze di una presenza massiccia di venditori abusivi: «Ci fanno perdere clienti. Perché spesso sono insistenti, e spesso le persone sono portate a tirare dritto, senza neanche guardare i banchi». Non solo: «Ormai si sono stabiliti anche nei parcheggi della zona del mercato, ma anche nel resto della città. E con la scusa di indicare gli spazi vuoti poi chiedono gli spiccioli. Spesso con un atteggiamento fin troppo invadente».
Il fenomeno riguarda principalmente Empoli: «Negli altri mercati del circondario - forse anche perché sono meno frequentati - la situazione è molto più tranquilla. Penso a Certaldo, per esempio, ma anche a Castelfiorentino (dove un anno fa ci fu un maxi-blitz della polizia municipale con sequestro di merce contraffatta, ndr) e a Fucecchio. Si tratta di realtà più piccole e quindi anche più facili da controllare». Ora l’auspicio di Confesercenti è che si intervenga con decisione anche a Empoli: «Credo che con una raffica di controlli la situazione migliorerebbe notevolmente. Con il singolo blitz si risolve poco o nulla, perché dopo pochi minuti o al massimo la settimana successiva tornano al loro posto e la storia si ripete. Chiediamo - come già avevamo fatto in passato senza successo - un’intensificazione dei controlli».

Cosa rischiano. I venditori abusivi braccati molto spesso si danno alla fuga abbandonando la merce, che viene sequestrata e poi distrutta. Ma anche quando vengono presi rischiano ben poco. La materia è regolata dalla legge regionale 28/2005, che prevede per il trasgressore una sanzione amministrativa di cinquemila euro (che ovviamente non viene pagata) oltre, appunto, alla confisca della merce e dell’attrezzatura.
La denuncia penale scatta soltanto nel caso in cui i prodotti siano contraffatti, realizzati in maniera tale da ingannare la clientela. La contraffazione viene certificata soltanto dopo l’intervento di un perito incaricato dall’ufficio legale della griffe. Un iter che di solito scatta soltanto in presenza di grossi quantitativi di merce contraffatta.

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