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Scuolabus troppo grandi, lite tra Comune di Vinci e ditta

Francesco Turchi
I pullman "troppo grandi" della Angelino srl
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I pullman "troppo grandi" della Angelino srl

L’ente intasca la cauzione di novantamila euro per il mancato rispetto del contratto. L’azienda Angelino gli fa causa

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VINCI. I pulmini utilizzati per il servizio, almeno nella fase iniziale, non sono quelli previsti nel contratto d’appalto. Il Comune considera la ditta inadempiente e incassa la cauzione di novantamila euro. L’azienda non ci sta e si rivolge a un legale. Non trova pace il servizio scuolabus nel Comune di Vinci. Dopo la burrascosa era-Falaschi (fallita), che ha gestito il trasporto scolastico tra mille vicissitudini fino allo scorso anno scolastico, il servizio è passato alla Angelino srl di Napoli, che si è aggiudicata la gara di appalto.
Il trasporto finora - almeno sul piano pratico - si è svolto regolarmente, per la soddisfazione di bambini e famiglie.

L’unico intoppo si è verificato lo scorso mese di ottobre. Quando gli autisti si sono accorti che gli scuolabus, belli e grandi, non erano adatti alle strade della campagna vinciana. E così gli autisti si erano visti costretti ad avvertire le famiglie: «Non possiamo arrivare fino alla fermata. I vostri figli dovete portarli a scuola da soli».
Tutto questo senza avvertire il Comune, che viene a sapere dell’accaduto soltanto “grazie” alle proteste dei cittadini. L’ufficio comunale competente inviò subito la contestazione alla ditta Angelino srl chiedendo che venissero impiegati scuolabus idonei ai percorsi e alle mete da raggiungere.
L’azienda campana si è adeguata nel giro di poche settimane. Ma nel frattempo il Comune ha fatto scattare la procedura di escussione della fideiussione di novantamila euro per il mancato rispetto del capitolato.
«Il rapporto con l’azienda è pacifico ma siamo obbligati ad agire con l’escussione della polizza - spiega Claudio Benelli, dirigente del Comune di Vinci - perché la tipologia dei pullman non erano quelli previsti nell’appalto. Per quasi un mese il servizio è stato svolto con mezzi diversi da quelli previsti».

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Un atto dovuto, insomma. Anche perché famiglie e bambini sono soddisfatti della qualità del servizio (che comunque, al di là di questa vicenda legale non è a rischio) e del comfort garantito dai mezzi.
Intanto però la Angelino non ci sta. E così ha deciso di citare in giudizio il Comune di Vinci, perché ritiene sbagliato il provvedimento di escussione della fideiussione preso dall’amministrazione comunale. Che, dal canto suo, ha affidato la difesa legale - con provvedimento firmato dal sindaco Giuseppe Torchia - all’avvocato Pierpaolo Pantanelli.
 

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