Il Tirreno

Empoli

«Ho cercato di calmare le mie colleghe»

Stefania Billocci, commessa della Conad, racconta il colpo a Pieve a Ripoli e traccia un identikit

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CERRETO GUIDI. Un metro e settanta, corporatura nella norma, italiano e senza un accento particolare: è questo l'identikit del rapinatore seriale che nel giro di 15 giorni ha messo a segno tre colpi fra Montelupo e Cerreto Guidi. Un professionista, verrebbe da dire, oltre che un insospettabile, con un atteggiamento risoluto dal quale non emergono emozioni particolari, nonostante non abbia mancato di mostrare la pistola ai più individui. Pistola che, a sentire i racconti delle vittime, pare essere vera. Giorni preferiti per colpire il martedì e il giovedì, all'orario di chiusura, quando le casse sono piene e vanno svuotate. Di solito vestito in maniera casual: passamontagna bianco, pantaloni neri, scarpe da ginnastica bianche e guanti alle mani. L'ultimo caso martedì sera alla Coop di Stabbia dove pistola alla mano ha portato via circa 4000 euro. Dopo la rapina di due anni fa, quando vennero portati via 10.000 euro, nei locali della Coop venne installato un sistema di videosorveglianza che però non è servito a dissuadere il rapinatore. Alla Conad invece, dove colpì settimana scorsa, stesso modus operandi: «È entrato da una porta scorrevole - ha raccontato la cassiera Stefania Billocci - e nell'impeto ha buttato a terra una signora. Poi è arrivato alla casse numero sei ed otto intimando alle dipendenti di svuotarle. A quel punto mi sono girata e ho cercato di calmare le mie colleghe, dicendo loro di consegnare quello che avevamo. Dopo poco mi ha chiesto di svuotare la cassa centrale, che non abbiamo. Ovviamente minacciandomi con la pistola. Sul momento mi è salita tanta rabbia ma poi ho ripreso in mano me stessa e mi sono calmata. Ho provato anche a seguirlo a debita distanza e mi è parso che avesse una persona in macchina ad aspettarlo. Alla fine dei conti se n'è andato con l'incasso di tre casse svuotate fisicamente dentro dei sacchetti tipo quelli della spesa. Non sono stati bei momenti per noi e purtroppo non è la prima volta che personalmente mi accade». (m.s.)

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