Il Tirreno

Empoli

No agli sprechi, sì al dono di farmaci

Pe i paesi più poveri al via la raccolta delle scatole aperte e non consumate

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EMPOLI. L’Asl11 in collaborazione con il Centro Missionario Medicinali di Firenze ha inaugurato il progetto “Un farmaco può cambiare la vita” volto ad evitare gli sprechi dei medicinali al fine di donare i farmaci in esubero nelle nostre case a pazienti che le necessitano maggiormente e che per i quali possono seriamente cambiare la vita. I farmaci sono ormai diventati per molti di noi dei prodotti di uso comune che ogni giorno vengono utilizzati e poi messi da una parte per l’occorrenza. Capita spesso, però, che quelle confezioni di farmaci che noi acquistiamo rimangano poi ammezzate nelle nostre case visto che non sempre le terapie da seguire prevedono la consumazione totale del blister datoci in farmacia. Da qui nasce l’esigenza da parte del Centro Missionari Medicinali, che nell’Asl 11 ha trovato il suo appoggio nella nostra zona, per immagazzinare i blister ammezzati dei cittadini e portarli nei paesi del sud del mondo dove la richiesta e necessità di ottenere tali medicinali è molto estesa e di massima priorità.

«Grazie all’Asl e alle associazioni di volontariato sparse sul territorio è stato possibile dar vita al progetto anche in questa zona - commenta il presidente della Onlus, Massimo Ghiribelli - collocheremo dunque tre contenitori di raccolta farmaci uno all’ospedale San Giuseppe, uno nella sede della Misericordia di Empoli e l’atro nella sede della Pubblica Assistenza di Fucecchio con la speranze che questi contenitori continuino ad aumentare sul territorio». Potranno essere depositati nell’apposito contenitore tutti i farmaci (ammezzati e non) tranne quelli scaduti, i flaconi, i medicinali da conservare in frigo e i tubetti già aperti: è anche possibile donare materiali quali siringhe, traverse e quant’altro contattando le diverse strutture e portando solamente prodotti imbustati e non utilizzati. «Per la nostra azienda questa iniziativa si inquadra in una politica di utilizzazione intensiva delle risorse di cui i farmaci fanno parte - spiega il direttore sanitario dell’Asl 11, Renato Colombai - ma anche in ambito alimentare e non solo».(c.c.)

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